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Venerdì, 3 Dicembre 2021
L'analisi

Juventus, per lo scudetto serve altro: Allegri abbia il coraggio di osare

I bianconeri proseguono nella loro striscia positiva grazie al pareggio di San Siro contro l'Inter, ma la qualità di gioco non è da big

Un pareggio strappato dal dischetto nel finale grazie ad un'ingenuità di Dumfries che ha permesso ai bianconeri di allungare la propria striscia positiva uscendo indenne dal big match di San Siro contro l'Inter, ma questa Juventus, ancora, non convince. Malgrado la formazione di Massimiliano Allegri abbia raccolto ben 13 punti nelle ultime cinque uscite, le prestazioni offerte da Chiellini e compagni stentano a decollare, soprattutto per quanto riguarda la qualità in fase offensiva. I bianconeri, nelle ultime cinque gare tra campionato e Champions League, hanno segnato appena cinque reti, mostrandosi preoccupati più di non subire più che di pungere in avanti. Un atteggiamento da provinciale, che ha sì permesso alla Vecchia Signora di risalire la china dopo un inizio di stagione disastroso, ma che, sul lungo termine, non può bastare se si vogliono raggiungere traguardi prestigiosi.

Allegri, la difesa non basta: per diventare grandi serve osare 

La Juventus, nell'ultimo mese, ha rispolverato la sua tradizionale solidità difensiva, trascurando però completamente la fase offensiva. Emblematica è stata proprio la partita contro l'Inter, durante la quale i bianconeri non hanno mai dato realmente la sensazione di poter impensierire la porta di Handanovic. Fortunatamente, per la Vecchia Signora, ci ha pensato il nerazzurro Dumfries a consegnare sul piatto d'argento agli uomini di Allegri l'occasione per un pareggio che, altrimenti, difficilmente sarebbe arrivato. E proprio il tecnico livornese è chiamato a riflettere su quest'anemia offensiva, che non può essere spiegata solamente con la partenza di Cristiano Ronaldo.

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Allegri, per arrivare al risultato, ha scelto in questa fase di stagione la via più semplice: difendersi compatti e colpire in contropiede speculando sugli errori avversari. Per molti un pregio, ma in realtà un limite per una grande squadra: basti osservare l'approccio di tutte le altre big d'Europa, dal Liverpool al Bayern Monaco, dal Chelsea al Paris Saint-Germain, dal Manchester City al Real Madrid, tutte formazioni che fanno della forza offensiva il loro maggior pregio. Inconcepibile, in questo senso, scegliere di privarsi dal primo minuto di un giocatore come Federico Chiesa, capace di spaccare le retroguardie avversarie in ogni momento. Un clamoroso autogol in una sfida così delicata come quella contro l'Inter, nella quale vanno sì bene la tattica e l'organizzazione, ma in cui, alla fine, ciò che davvero fa la differenza è la qualità.

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