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Venerdì, 26 Novembre 2021
Calcio

Francesco Moriero e gli altri: chi sono i tecnici italiani che allenano all'estero

Quello dell'ex calciatore salentino è solo l'ultimo caso, in ordine di tempo, di tecnici italiani chiamati ad allenare in giro per il pianeta. E si scopre che il "Made in Italy" tocca tutti e cinque i continenti...

“Italians do it better”. Che gli italiani lo facciano meglio lo disse Madonna nel 1987, con una maglia indossata nel video di “Papa don’t preach”, ed ora lo ribadisce il calcio mondiale, con il made in Italy che continua a tirare moltissimo nelle panchine di tutto il pianeta. Il numero dei tecnici italiani che allenano all’estero cresce ulteriormente: l’ultimo, in ordine di tempo, è Francesco Moriero. Che curiosamente iniziò la sua carriera come mister proprio a migliaia di chilometri da casa, vincendo lo scudetto del campionato ivoriano con l’Africa Sports National, ed è stato ora nominato nuovo commissario tecnico delle Maldive.

Nelle selezioni nazionali la pattuglia degli italiani è comunque ben rappresentata. Marco Rossi è alla guida dell’Ungheria dove si è stabilito da quasi dieci anni, Edy Reia è invece il c.t. dell’Albania, panchina che fu di quel Gianni De Biasi che con le “Aquile” raggiunse la qualificazione alle fasi finali di Euro 2015 ed ora è il commissario tecnico dell’Azerbaigian. La Moldavia si è affidata a Roberto Bordin, Malta a Devis Mangia il cui secondo ai tempi dell’esperienza rumena all’Universitatea Craiova, Andrea Tedesco, adesso pilota l’Under 19 del piccolo stato insulare, mentre Franco Varrella – già vice di Arrigo Sacchi nella nazionale italiana – è il timoniere di San Marino. Senza dimenticare Stefano Cusin, autentico “globetrotter” che ha nel curriculum anche quattro trofei palestinesi con l'Ahli al-Khalil, squadra della Cisgiordania, ed ora è il mister del Sudan del Sud. Non manca il made in Italy anche a livello giovanile: Antonio Di Salvo è stato recentemente promosso da vice a head coach dell’Under 21 tedesca mentre Francesco Gabriele è il coordinatore sportivo delle nazionali svizzere e contestualmente “pilota” l’under 18 elvetica.

Non meno variegato e pittoresco il panorama offerto dai tecnici di casa nostra nei club dei cinque continenti, con Carlo Ancelotti – allenatore del Real Madrid – a costituire la prestigiosa punta di un iceberg enorme. Nell’ultimo mese il tricolore ha cominciato a sventolare sulla panchina del Watford (Claudio Ranieri), del Sion (ancora Paolo Tramezzani, alla sua terza esperienza nel club che milita nella serie A svizzera), del Sepsi Osk (Cristiano Bergodi, un habitué della massima serie rumena), dell’Apoll?n Smyrn?s (Gianluca Festa, ritornato quindi nella serie A greca), ma anche all’Hesperange, militante nel principale campionato calcistico del Lussemburgo (Aniello Parisi), e persino in Honduras, dove da inizio ottobre Mario Petrone ha assunto la guida tecnica della Real Sociedad, nella Liga Naçional Apertura.

Degli oltre 200 allenatori italiani che, a vari livelli, lavorano all’estero, nella massima serie europea hanno trovato sistemazione Roberto De Zerbi allo Shakhtar Donetsk in Ucraina, Francesco Farioli col Karagümrük che è nella Super Lig turca dove è approdato anche Vincenzo Montella (Adana Demirspor), Giovanni Costantino in Ungheria a pilotare il Mtk Budapest, Dario Bonetti alla Dinamo Bucarest, Stefano Sanderra nella Premier League maltese con l’Hibernians, Gianluca Atzori nel Floriana, squadra di Malta e Diego Longo che ha scelto il Kukësi, militante nella Kategoria Superiore (la Serie A albanese).

Freschi ingressi nel pacchetto degli “extra europei” sono quelli di Vanni Sartini (a Vancouver, nelle Major americane) e Giuseppe Sannino (in Libia, nell’Al-Ittihad), nella lista che ricomprende anche Massimo Ficcadenti, dal 2014 in Giappone (ora è al Nagoya Grampus, dopo Fc Tokyo e Sagan Tosu), Fulvio Pea (nella serie B cinese, al Nanjing City), Angelo Alessio (mister del Persija Giacarta, in Indonesia) ed Andrea Stramaccioni che allena l’Al Gharafa, in Qatar.

Più singolari le scelte fatte da altri tecnici: Salvatore Nobile – tanta serie A alle spalle giocata con le casacche di Inter, Lecce e soprattutto Pescara – è in Madagascar alla guida del Fosa Juniors, Vittorio Mauri ha optato per la Premier League Senegalese (è il mister del Mbour PC) e il sardo Giovanni Scanu – dopo le esperienze nella massima serie di Lituania, Nigeria, Moldavia e Bangladesh – è in Tanzania a dirigere il Kilimani City. Il giro del pianeta si chiude in Oceania, dove il piemontese Valerio Raccuglia si è stabilito da anni: è diventato head coach del North Store United, la formazione neozelandese più antica del continente, ma ha anche guidato la nazionale Under 21 delle Isole Samoa. Un modo in più per confermare quel che si dice quando si va in vacanza e si incontrano connazionali: “Certo che gli italiani stanno dappertutto”. Ed il calcio, evidentemente, non fa eccezione.

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