Domenica, 11 Aprile 2021

Atalanta in finale di Champions, sognare non costa nulla

I bergamaschi ai quarti affronteranno il Psg, che non gioca una partita ufficiale da diverso tempo, e in caso di vittoria la vincente tra Atletico e Lipsia: dal tabellone agli stimoli, ecco perché vedere gli orobici nella finale di Lisbona non è poi così utopico

L'esultanza dei giocatori dell'Atalanta durante il match contro il Valencia (FOTO ANSA)

I tifosi nerazzurri più scaramantici staranno già mettendo le mani su qualche oggetto metallico, eppure la possibilità di vedere l'Atalanta nella finale di Champions League che si svolgerà a Lisbona il prossimo 23 agosto non è poi così remota. Il cammino degli orobici in questa prima partecipazione nella prestigiosa competizione europea è già stata a dir poco strabiliante, con la squadra di Gasperini che si è meritata, a suon di gol e prestazioni entusiasmanti, la nomina di rivelazione dell'anno.

Dopo un inizio difficile in un girone complicato con Manchester City, Shakthar Donetsk e Dinamo Zagabria, l'Atalanta ha preso coraggio e coscienza delle proprie capacità, ha passato a sorpresa il turno per poi rifilare otto gol in due partite agli spagnoli del Valencia. Poi l'emergenza coronavirus ha interrotto i giochi, ma da quando la stagione ha ripreso il suo corso, la Dea ha dimostrato, almeno in Serie A, di essere una delle poche squadre ancora pimpanti e in grado di esprimere quel gioco spumeggiante che l'ha portata a lottare tra le big. 

La sfida al Psg

L'avversario che l'Atalanta dovrà affrontare nei quarti di Champions il prossimo 12 agosto sarà il Paris Saint Germain. E' vero, i parigini possono vantare tra le loro fila dei “mostri” come Neymar e Mbappe, oltre a due bomber di razza come Cavani e Icardi, ma questo non può bastare per preoccupare una squadra vicina a superare la soglia dei 100 gol stagionali. Inoltre, va ricordato che il Psg, laureatosi campione in Ligue 1 durante il lockdown, non gioca una partita “vera” da mesi, e si ritroverà ad affrontare gli orobici senza match ufficiali nelle gambe. Se la possibile stanchezza di chi ha terminato il campionato in meno di due mesi avrà il suo effetto, non può essere sottovalutata neanche l'assenza dal campo dei francesi. Chi ha giocato a calcio lo sa bene, l'intensità e la carica emotiva che contraddistinguono le partite ufficiali sono fattori difficilmente replicabili in amichevole. 

Il tabellone e la nuova formula

Come l'Ajax della passata stagione, l'Atalanta ha sorpreso tutti con il suo gioco dinamico, impreziosito dalla tecnica messa in campo da giocatori come Gomez e Ilicic. Ma a differenza degli olandesi, che lo scorso anno vennero fermati in semifinale dal Tottenham, i bergamaschi arrivano ad affrontare una fase finale della Champions del tutto anomala. Niente andata e ritorno, ma solo scontri diretti. Di fatto, con tre partite perfette si porta a casa la “coppa dalle grandi orecchie''. Una formula, quella della gara secca, che cambia di molto le carte in gioco: infatti, se nel doppio confronto le squadre più blasonate riescono spesso a ribaltare eventuali passi falsi, nella partita unica può succedere di tutto. 

Un'altra ''fortuna'', se così la possiamo definire, riguarda la conformazione del tabellone. Se l'Atalanta dovesse battere il Psg, in semifinale si troverebbe la vincente della sfida tra Atletico Madrid e Lipsia, evitando in blocco tutte le favorite, dal Barcellona al Manchester City, passando per Bayern Monaco e Juventus. Senza nulla togliere ai tedeschi e ai colchoneros, si tratta senza dubbio di due compagini con cui gli uomini di Gasperini possono giocare alla pari, a maggior ragione in una partita secca. 

Lo stato di forma, fisica e mentale

In conclusione, va analizzato anche lo stato di forma dei nerazzurri di Bergamo. Da quando il campionato è ripreso, la Dea è apparsa di gran lunga la squadra che meno ha sofferto il lungo stop. Mentre anche le big come Lazio, Juve e Inter sono riapparse imbolsite e rallentate, a tratti anche irriconoscibili rispetto alla prima parte di campionato, gli orobici hanno confermato gli standard pre-coronavirus, e anzi, hanno trovato in Muriel, Pasalic e Malinovsky, tre (iniziali) riserve in grado di poter fare la differenza, anche in diverse zone del campo. Poi non va dimenticata la condizione mentale di questi giocatori: oltre all'entusiasmo per la partecipazione alla Champions, c'è da fare i conti con il terribile impatto che il coronavirus ha avuto sulla città di Bergamo, tra le più colpite in termini di vittime. Poter dare ai propri tifosi una gioia così grande, dopo un momento così buio e drammatico, è uno stimolo in più. Infine, anche chi non tifa Atalanta non può che nutrire un sentimento di simpatia per una ormai ex piccola, che si è fatta grande da sola, grazie ad una identità ben precisa ed un sistema di gioco moderno e organizzato. Se l'Atalanta dovesse vincere la Champions, a gioire non sarebbe soltanto Bergamo, ma l'Italia intera. Insomma, come si dice in questi casi, la palla è rotonda e sognare non costa nulla.

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