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Mercoledì, 22 Maggio 2024
L'ultimo applauso / Regno Unito

La moglie di Atsu in lacrime per il tributo dei tifosi del Newcastle

Prima del match contro il Liverpool, i supporter bianconeri hanno dedicato un minuto di applausi al calciatore ghanese, trovato senza vita sotto le macerie 12 giorni dopo il sisma che ha devastato Siria e Turchia. Impossibile trattenere la commozione per Marie-Claire Rupio, presente allo stadio insieme ai tre figli

Un applauso di un minuto per ricordare Christian Atsu. Marie-Claire Rupio, moglie del calciatore ghanese, sabato sera era al St James' Park insieme ai loro tre figli, con lo stadio che ha voluto dedicare un toccante tributo al giocatore scomparso dopo il terremoto in Turchia, prima del match tra Newcastle e Liverpool. Il corpo senza vita del 31enne è stato rinvenuto sotto le macerie 12 giorni dopo il sisma che ha devastato Siria e Turchia, causando oltre 45mila vittime. Atsu, che nella sua carriera ha vestito maglie prestigiose, come quelle di Porto, Chelsea, Everton e Newcastle, militava nel club turco dell'Hatayspor quando si è verificato il disastro.

La moglie Marie-Claire Rupio e i loro tre figli, due maschi e una femmina, sono stati invitati alla partita tra Newcastle e Liverpool per rendere omaggio all'ala ghanese, che nei suoi 5 anni in bianconero ha giocato 107 partite, mettendo a segno otto reti. Mentre lo stadio applaudiva Atsu, la donna è scoppiata in lacrima, abbracciando i suoi figli. Anche i supporter del Liverpool si sono uniti al lutto degli avversari, cantando "You Never Walk Alone" in onore del calciatore defunto.

Un destino terribile quello del calciatore, che proprio la sera del sisma aveva un volo per tornare dalla sua famiglia. Come confermato anche dalla società turca, il calciatore non si sentiva più al centro del progetto e aveva espresso il desiderio di cambiare aria. Proprio la sera prima del terremoto è sceso in campo con l'Hatayspor e ha segnato la rete vincente all'ultimo minuto contro il Kasimpasa, un gol che lo ha convinto a rimandare la partenza per festeggiare la vittoria insieme ai compagni. Un momento di felicità che qualche ora dopo si è tramutato in tragedia. Dato subito per disperso, la speranza è rimasta viva per 12 giorni, quando è arrivata la notizia del tragico ritrovamento: la sorella e il fratello del calciatore erano sul posto quando il corpo del giocatore è stato rinvenuto sotto le macerie. Nella giornata di ieri, domenica 19 febbraio, il ministero degli Esteri del Ghana ha organizzato il rientro in patria della salma.

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