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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Il caso

Liga, si allarga lo scandalo arbitri. Tutti (meno il Real) contro il Barcellona

Sono 40, su 42 i club firmatari di una dichiarazione congiunta con l'auspicio che venga fatta chiarezza sulla vicenda. Il rischio prescrizione e l'ipotesi di un "modus operandi" in atto già all'inizio degli anni 2000

Il “caso Negreira” continua ad agitare le acque nel calcio spagnolo. La notizia dei pagamenti effettuati dal club blaugrana in passato ad una società privata (la Dasnil95), ricollegabile però a José Maria Negreira (all’epoca dei fatti vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale, ruolo che ha ricoperto dal 1994 al 2018) ed emersi nell’ambito di un controllo effettuato dall’Agenzia Tributaria iberica, ha scosso l’ambiente. Ed anche unito la quasi totalità delle società di prima e seconda divisione, le quali hanno sottoscritto una nota congiunta sulla questione. In testa al gruppo ci sono Siviglia ed Espanyol, ma più in generale sono stati ben 40 i club dei primi due campionati a firmare il comunicato in cui si ribadisce “la massima gravità della vicenda e la preoccupazione profonda”, auspicando il chiarimento di eventuali irregolarità e responsabilità verificatesi in merito al caso Negreira. Oltre – ovviamente – al Barcellona, anche il Real Madrid si è dissociato dal comunicato congiunto, adducendo motivazioni differenti da quelle della dirigenza blaugrana.

Ma intanto lo scandalo si allarga. Perché El Mundo, quotidiano madrileno, ha rilanciato sostenendo che la cifra corrisposta alla Dasnil95 sarebbe più alta, con i pagamenti cominciati addirittura all’inizio degli anni 2000. Sia il Barcellona che lo stesso Negreira, sentiti dalla Procura spagnola, hanno fornito la loro deposizione sostenendo come tali importi siano ascrivibili a consulenze private, mediante un regolare accordo tra le parti. Ma le perplessità sono legate dall’assenza, al momento, di una documentazione atta a certificare tali consulenze offerte al club. Non solo. Se da una parte tale “assistenza tecnica” – sotto forma di relazioni e immagini – doveva costituire un supporto a squadra e staff tecnico (cosa permessa dal regolamento), emerge che alcuni ex collaboratori del club catalano non avrebbero usufruito negli anni di questi advice, come riportato da El Confidencial, testata iberica di giornalismo investigativo. Tesi confermata da Jorge Patuasso - collaboratore del Barça nella stagione 2013/2014 - ed Ernesto Valverde, in blaugrana dal 2017 al 2020, contattati dal giornale.

Ed a rendere ulteriormente ingarbugliata la questione, ci sarebbe anche la prescrizione: una legge risalente ad oltre trent’anni fa, infatti, indica in trentasei mesi per la Giustizia Sportiva il termine per procedere alla contestazione di reati di questo tipo, lasso di tempo superato visto che gli ultimi pagamenti risalirebbero al 2018. Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha però spiegato che, qualora non vi sia modo di procedere in Spagna, è possibile che il comportamento del Barcellona venga segnalato a Fifa e Uefa, come già fatto in passato per motivi diversi con altri club continentali. Diversa, invece, la questione relativa alla responsabilità penale, per cui la magistratura si sta già muovendo.

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