Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Calcio

Il futuro di Xavi: perché, "per fortuna o purtroppo", non è ancora tinto di blaugrana

L'attuale allenatore dell'Al Sadd ha già rifiutato due volte la panchina del Barcellona. Su cui attualmente siede un Ronald Koeman a zero punti in Champions e staccato dalla vetta nella Liga

La scorsa primavera aveva dichiarato di aver rifiutato già due volte la panchina del Barcellona. Ma per Xavier Hernández Creus, meglio conosciuto come Xavi, il blaugrana è qualcosa di più un semplice accostamento di colori richiamato da una maglia che ha indossato per ben diciassette anni. E quel "Qualsiasi offerta sarà valutata e poi decisa. Non so dove mi porterà il mio futuro, ma sono aperto a qualsiasi possibilità", pronunciata oggi e peraltro seguente al rinnovo fino al 2023 stipulato una ventina di giorni fa con l’Al Sadd, suo attuale club, suona un po’ come sibillina.

L’allenatore spagnolo aveva rimarcato di non avere tanta fretta di allenare quel club di cui è restato tifoso e con cui ha vinto qualcosa come 25 trofei. Aggiungendo che avrà anche un ruolo nell’organizzazione dei prossimi Mondiali 2022. Incarichi e responsabilità che tecnicamente sembrano mantenere a distanza Xavi dalla panchina del Barcellona. Quella distanza che anche un ex blaugrana come Luis Suarez, ora all’Atletico Madrid ma profondo conoscitore di quell’ambiente, ha consigliato di mantenere, almeno per ora (“non credo che per Xavi oggi, domani o dopodomani sia il momento giusto per prendere le redini della squadra”).

Intanto, però, la posizione di Koeman – attuale allenatore del Barça – sembra essere ancora solida solo sotto il profilo...contrattuale, visto che un eventuale esonero del mister olandese comporterebbe il pagamento di una penale (che alcuni ben informati quantificano intorno ai 6 milioni di euro), oltre al versamento degli emolumenti mensili fino al termine della stagione a cui andrebbe ad aggiungersi lo stipendio del nuovo tecnico. E con i tempi – ma soprattutto i conti – che corrono, tale operazione va lungamente ponderata vista la situazione debitoria del club, a cui la Liga ha imposto un tetto salariale annuale addirittura sotto i 100 milioni di euro (97,9 per la precisione, contro i 127 del Real Sociedad, i 111 dell’Atlethic Bilbao ed i – rullo di tamburi - 739 del Real Madrid).

Una cosa è chiara: qualsiasi decisione sarà verosimilmente presa solo alla fine del mese. Koeman è atteso da tre match particolarmente delicati alla ripresa dopo la sosta per le nazionali: al Camp Nou arriveranno Valencia, Dinamo Kiev e Real Madrid. Ed il cartello “Vietato Sbagliare” fa già bella mostra, soprattutto in quella Champions che ha visto il Barcellona incassare sei reti in due gare senza segnarne nemmeno una. E due giorni dopo l’impegno europeo dei blaugrana, Xavi potrebbe portare il suo Al Sadd alla conquista dell’Emir Cup contro l’Al Rayyan. Ed anche se nel rinnovo firmato dal tecnico iberico non è presente alcune clausola che lo potrebbe liberare per tornare a Barcellona, di fronte a tale chiamata la società qataregna potrebbe comunque accontentarlo, forse anche a prescindere dall’esito della Coppa. E farlo ricongiungere così a quello che sembrava già prima di adesso il suo destino ma che (“per fortuna o purtroppo”, citando proprio Xavi) non si è ancora compiuto.

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