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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Il commento

Bonucci e quell'"assurdo" sfogo sul regolamento dei playoff Mondiali

Il difensore azzurro ha attaccato il format dopo la clamorosa eliminazione per mano della Macedonia del Nord

"Assurdo che la qualificazione a un Mondiale si giochi su una partita secca, è folle". Un vero e proprio sfogo, quello a cui si è lasciato andare Leonardo Bonucci in conferenza stampa appena tre giorni dopo il clamoroso ko contro la Macedonia del Nord, costato all'Italia l'esclusione, per la seconda volta consecutiva dopo quella del 2018, ai Mondiali. "Si gioca per tutto il girone, per tutte le partite nelle varie coppe con la formula dell'andata e ritorno e per andare al Mondiale giochi su una gara secca, nella quale tutto può succedere, come abbiamo poi visto", ha spiegato il difensore, ancora profondamente amareggiato per l'incredibile eliminazione azzurra. Ma quello di Bonucci è uno sfogo che lascia il tempo che trova, che forse, probabilmente, è addirittura più "assurdo" di quel regolamento da lui tanto criticato.

Sì, perché partiamo da due, forse banali e retorici ma quanto mai veritieri, presupposti: 1) è assurdo che l'Italia abbia chiuso al secondo posto un girone di qualificazione in cui l'avversaria più temibile era la Svizzera, non certo una delle top Nazionali del mondo (e, detto tra parentesi, è assurdo aver perso punti contro squadre modestissime come Bulgaria e Irlanda del Nord); 2) è assurdo che l'Italia, in casa di fronte ai propri tifosi, abbia toppato così clamorosamente contro una squadra, la Macedonia del Nord, che rappresenta la periferia del calcio europeo. Assurdo, in novanta minuti, non aver segnato neanche una rete ad una formazione composta da giocatori che militano in campionati equivalenti, a stare larghi, alla Serie C italiana.

Ma al di là di queste considerazioni, ripetiamo, probabilmente banali e retoriche, lo sfogo di Bonucci è assurdo proprio nel suo contenuto. È vero, il girone di qualificazione è su andata e ritorno e su andata e ritorno fu anche lo spareggio per l'accesso ai Mondiali 2018 (e, caro Bonucci, anche quello lo abbiamo perso malgrado il regolamento a te congeniale), ma è altrettanto vero che, da sempre, le gare della Coppa del Mondo e degli Europei si giocano su gara secca. Quindi non pare poi così assurdo giocare su novanta minuti una partita di spareggio (che per definizione è da dentro o fuori), alla quale, ripetiamo per l'ennesima volta, l'Italia non avrebbe dovuto neanche arrivare.

Ed è il regolamento a gara secca che ha permesso agli azzurri anche l'ultimo, meraviglioso trionfo europeo. Ad Euro 2020, è bene ricordarlo, la nostra Nazionale ha vinto solamente una partita durante i novanta minuti regolamentari nella fase a eliminazione diretta: agli ottavi, contro una modesta Austria per lunghi tratti superiore alla formazione di Mancini, il passaggio del turno arrivò ai supplementari, mentre in semifinale, dopo che la Spagna ci prese a pallonate, ed in finale contro l'Inghilterra la vittoria arrivò addirittura soltanto ai rigori. Un meccanismo che può essere ritenuto "ingiusto" e "folle" per chi vede sfuggirsi il trionfo in una competizione così importante nella lotteria dei penalty, dove spesso il fattore fortuna ricopre un ruolo non secondario, ma così è. E che un giocatore dell'esperienza di Bonucci, dopo una disfatta tale come quella contro la Macedonia del Nord, venga a lamentarsi del regolamento per tentare quasi di giustificare, almeno in parte, quello che è stato un epocale flop è patetico. Anzi, per dirla con parole sue, è assurdo.

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