Martedì, 27 Ottobre 2020
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Calcio

''Il campionato di calcio è a rischio''

L'allarme lanciato da Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute: "Il protocollo va assolutamente cambiato, il virus corre molto forte"

Neanche il tempo di cominciare e il campionato di Serie A potrebbe già essere a rischio. Dopo il focolaio tra le fila del Genoa, il caso Juve-Napoli e i diversi casi di calciatori positivi al coronavirus nei diversi club, c'è il timore che la stagione appena iniziata possa subire un nuovo stop. A lanciare l'allarme è Walter Ricciardi, Consulente del Ministro della Salute, intervenuto a Radio Punto Nuovo: "Io credo che vada rivisito il protocollo del calcio: fu approvato a maggio, con la circolazione del virus limitata all'epoca. Quello era stato un protocollo elaborato dalla Figc ed approvato dal Cts che ha consentito di chiudere il campionato. In questo momento il virus circola in modo talmente forte che non può che prevedere una rivisitazione del protocollo. Ha fatto bene le Asl di Napoli a tutelare la salute pubblica, evitando che ci siano persone che dalla Campania potessero far circolare il virus. Da quello che letto, le Asl di Napoli hanno evitato il focolaio epidemico". 

"Come si spezzano le catene? Il rischio di contagio è alto, uno sport come il calcio pone un elevato. Le Asl interverranno ogni volta che c'è stato un positivo disponendo che un soggetto potenzialmente infetto deve andare in quarantena fiduciaria, seguendo il dettato costituzionale ed anche civili e penali", ha aggiunto Ricciardi. "Calciatori della Juventus che vanno all'estero? Chi viola le disposizioni delle Asl ed anche di legge incorre in sanzioni civili e penali. Con l'attuale protocollo, il campionato può non finire, visto che le Asl saranno costantemente chiamate ad intervenire. Il calcio deve porsi l'interrogativo se può continuare: se non risolviamo il problema sanitario non possiamo pensare di tenere aperto il calcio a queste condizioni. Anche il calcio è un settore produttivo importante: ma dobbiamo privilegiare le industrie e le scuole. Il calcio è a rischio come tutte le attività che facilitano la circolazione del virus non vivendo in una bolla. Negli Usa è possibile far disputare gli sport di contatto solo se in bolla: potrebbe essere necessario fare lo stesso anche per il calcio".

Pregliasco: ''Modello Napoli da esportare in tutta la Serie A''

Mentre il caso di Juve-Napoli verrà sottoposto ad ulteriori indagini, il professor Fabrizio Pregliasco virologo dell'Università degli studi di Milano, intervistato dal Mattino, ha elogiato il modello messo in atto dal club partenopeo: "Quella dei tamponi negativi è un'ottima notizia. Detto che il rischio zero non esiste il Napoli può stare un po' più tranquillo. Ma il rischio di nuove positività dipenderà molto anche dai comportamenti che terrà il gruppo squadra ed essere in bolla è sicuramente un aspetto molto positivo". 

Quindi il Napoli può stare tranquillo? "Facciamo una premessa: molto dipende dallo stille che è stato intrapreso e che sarà intrapreso dai giocatori anche durante gli allenamenti. Rischiosi sono gli spogliatoi: non tutti sanno che dopo una prestazione atletica c'è una finestra di due ore di rischio di abbassamento delle difese immunitarie è in un ambiente caldo-umido c'è un proliferare semplice per il virus. L'ultimo positivo del gruppo azzurro, Elmas, è stato registrato sabato e non può essere neppure certo, sebbene altamente probabile che sia stata la gara con il Genoa a generare i tre casi nel Napoli. Quello che ci dice la cronaca quotidiana è la diffusione del Covid e la Campania è una delle regioni al momento più colpite: questo serve a rimarcare che molto dipende dallo stile di vita dei calciatori. Se i componenti del gruppo-squadra del Napoli hanno osservato quello che possiamo definire un nuovo galateo anti-Covid allora il rischio è certamente più basso". 

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Da ieri il Napoli è in bolla a Castelvolturno. La partita con l'Atalanta potrà essere disputata? "Certamente e la strada intrapresa dal Napoli è quella più corretta per garantire quella che potremmo definire squadra 'pulita'". Giusto non giocare con la Juventus. "Giusto non giocarla per spezzare la catena dei contagi ed evitare nuovi focolai". Il Napoli sta seguendo l'iter corretto per la disputa di un campionato in sicurezza? "Si può parlare di un modello Napoli esportabile a tutta la Serie A".

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