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Martedì, 27 Febbraio 2024
Calcio

Catanzaro e Catania, è qui la festa: il trionfo delle grandi del Sud

Due promozioni celebrate con largo anticipo: i calabresi tornano in B dopo 17 anni, i siciliani ritrovano il professionismo dopo un solo anno nei dilettanti

Due grandi del calcio del Sud fanno festa. Catanzaro e Catania vincono i rispettivi campionati e rispolverano l'abitudine a festeggiare dopo anni di amarezze. Due città in delirio per le loro squadre di calcio. Stadi pieni, entusiasmo, caroselli, voglia di riscattarsi, di tornare alla ribalta, di essere protagonisti. Tutto questo e molto altro dentro i successi di due club storici del pallone italiano, che si riprendono uno spazio nei palcoscenici che contano.

Il Catanzaro è di nuovo in serie B dopo 17 anni di purgatorio. Ultima apparizione nel torneo cadetto nel 2004, poi la caduta in C, sconfitte, umiliazioni, aspettative mai ripagate. Fino all'arrivo del presidente Floriano Noto, nell'estate del 2017. Lì inizia la pianificazione del ritorno delle Aquile giallorosse nel calcio dei grandi. L'anno scorso a metà stagione la svolta: l'arrivo di Vincenzo Vivarini in panchina. Con l'allenatore abruzzese, la società pianifica la stagione del grande salto. Tutto secondo i piani: Vivarini le vince praticamente tutte (una sola sconfitta finora) e ottiene l'aritmetica promozione in B battendo la Gelbison e festeggiando con cinque giornate d'anticipo nel girone C. La squadra di Vivarini da ieri è diventata irraggiungibile per i cugini del Crotone. Campionato letteralmente dominato con 86 punti in 33 giornate, 88 gol segnati e solo 13 subiti. Di questo Catanzaro si parlerà a lungo nella storia di tutti i campionati di C giocati finora. Una rosa fortissima, guidata da un conoscitore di calcio unico, profilo umile ma leader indiscusso e oggi idolo di una città intera. Vivarini non è nuovo a grandi imprese: ha vinto tanto nei dilettanti, ma aveva portato in B anche il Teramo per la prima volta nella sua storia con due bomber incredibili come Lapadula e Donnarumma. Quel sogno fu spezzato dalla giustizia sportiva a causa di una presunta combine nell'ultima giornata di campionato. Il tecnico abruzzese ha pazientato e aspettato l'occasione giusta. L'ha trovata a Catanzaro. E ora i tifosi calabresi sognano già una B di primissimo piano per rivivere gli anni d'oro di Palanca e soci.

Anche Catania è una città impazzita di gioia. La squadra rosazzurra torna in Serie C dopo un anno e un cambio di proprietà decisivo. Il club l'estate scorsa è passato all’imprenditore australiano - di origini catanesi - Ross Pelligra. Con i suoi progetti e una rosa mostruosa per la categoria, Pelligra ha riempito il Massimino fin dalle prime giornate con numeri sugli spalti degni della serie A. Ieri la grande festa con sei giornate di anticipo sulla fine del torneo: la squadra allenata da Giovanni Ferraro ha chiuso i giochi nel girone I con il 4-1 (gol di Sarao, Palermo, Jefferson e Vitale) ottenuto contro il Canicattì, a Caltanisetta. Bastava un punto, ne sono arrivati tre: Catania a 75 punti dopo 28 giornate, +22 in classifica sulle rivali che vale il ritorno in C. L'uomo simbolo è Francesco Lodi, che ha scelto di chiudere la carriera con la maglia rosazzurra sulla pelle, ripartendo dai dilettanti. Otto anni dopo la retrocessione d'ufficio dalla B a causa di illeciti sportivi (inchiesta "Treni del gol"), e a un anno e mezzo dal fallimento dichiarato dal tribunale nel dicembre del 2021, il Catania si ripresenta con una società forte e ambiziosa nel panorama del calcio professionistico. L'obiettivo, manco a dirlo, è competere da subito per tornare tra i cadetti. Anche in Sicilia, c'è una voglia matta di rivivere gli anni d'oro della A, dei gol del Papu Gomez, del Cholo Simeone e Sinisa Mihajlovic in panchina e delle formazioni che hanno stupito tutti per otto stagioni consecutive nella massima serie (dal 2006, artefice Pasquale Marino, al 2014).

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