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Venerdì, 20 Maggio 2022
Calcio

Il Chelsea dà...ragione a Guardiola. 2-1 al Palmeiras e titolo iridato

La formazione londinese conquista la Fifa Club World Cup salendo sul tetto del Mondo. Dove il tecnico dl Manchester City l'aveva collocata, definendola la formazione più forte attualmente in circolazione

Alla fine, è Pep Guardiola ad avere ragione. Il tecnico del Manchester City aveva definito un paio di giorni fa il Chelsea la miglior squadra del Mondo, ed i Blues hanno dato sostanza alle affermazioni dell’allenatore iberico, conquistando per la prima volta il titolo iridato. Quello che, dopo il successo nella Champions della primavera del 2012 (ottenuto con Roberto Di Matteo in panchina), era sfuggito il 16 dicembre dello stesso anno all’International Stadium di Yokohama, dopo la sconfitta di misura contro il Corinthians in quella che poi rappresenta l’ultima affermazione di un club extraeuropeo nella competizione.

Il ventesimo trofeo dell’era Abramovic, magnate russo proprietario del club dal 2003, plana nella bacheca londinese direttamente da Abu Dhabi, e più precisamente dallo Stadio Mohammed Bin Zayed dove il Chelsea si era già sbarazzato - con qualche difficoltà - in semifinale dei campioni asiatici dell’Al Hilal, grazie ad un rete di Lukaku. Ancora più sofferenze sono arrivate nella finalissima contro il Palmeiras, con il bomber belga ancora a segno per il momentaneo 1-0 e Rafael Veiga a perforare Mendy dagli undici metri ed a portare la sfida ai supplementari. All’overtime l’uomo della provvidenza per la squadra londinese è ancora Kei Havertz. Lui, il secondo calciatore più costoso nella storia del Chelsea, il predestinato che aveva scelto la finale di Champions League per segnare il primo gol in carriera nella competizione continentale più importante, decidendo il derby inglese col Manchester City. Tocca nuovamente al talento di Aquisgrana indossare il vestito di Man Of The Match, andando sul dischetto al 117’ e trasformando il penalty decretato per un fallo di mano di Luan su una conclusione di Azpilicueta ("benedetto" da un Var dipinto di tricolore, con il nostro Massimiliano Irrati nella sala controllo) che fa esplodere la festa.

E nel trofeo mondiale festeggiato dal Chelsea, esattamente come accaduto a maggio con il titolo continentale, di Italia ce n’è un po’ anche sul rettangolo di gioco. Rappresentata da Jorginho il quale – seppur non impiegato nella finalissima - dopo essersi laureato campione europeo con il club e con la nazionale, aggiunge un’altra prestigiosa medaglia al suo palmares personale. Questa, peraltro, dal sapore speciale, visto che venti anni or sono il Palmeiras lo provinò appena dodicenne, ma il suo nome finì nella lista degli scartati. “In fondo, il calcio è bello anche per questo”, ha ricordato il centrocampista azzurro. E tutto sommato anche i vecchi proverbi sostengono che le vendette, ammesso che dopo così tanti anni quel rifiuto possa suscitare tale sentimento, sono piatti da servire freddi.

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