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Giovedì, 20 Giugno 2024
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Conference League, le avversarie della Fiorentina nel Girone F: Genk

Uno degli ostacoli che i viola saranno chiamati a superare nella stagione europea è rappresentato dalla formazione belga, undici trofei nazionali in bacheca e con una delle Academy maggiormente organizzate a livello continentale

Un pubblico appassionato (con una media di oltre 17mila abbonati all’anno) un soprannome curioso – ovvero De Smurfen, i Puffi – legato al colore blu della divisa, ed un’Academy che ha sfornato in un paio di lustri tanti giocatori finiti poi a militare in alcuni dei top club europei. Il Genk, formazione belga inserita insieme alla Fiorentina nel Gruppo F di Conference League, ha una storia recente, essendo nata solo nel 1988 dalla fusione tra il Waterschei Thor e il K.F.C. Winterslag, ma ha avuto modo tra la fine del secolo scorso ed il primo ventennio del nuovo millennio di consolidarsi come una delle realtà di punta del calcio belga, tra trofei messi in bacheca e giovani forgiati nel vivaio. Quattro gli scudetti vinti, il primo dei quali nel 1998/99 e l’ultimo cinque anni fa, cinque coppe nazionali (la più recente un anno e mezzo fa, alzata dopo aver battuto ai rigori l’Anderlecht in finale) e due Supercoppe belghe.

Al di là dei risultati sportivi, c’è poi il lavoro sul settore giovanile, fiore all’occhiello di un club collocabile ai vertici continentali come capacità di sviluppo e valorizzazione degli Under, senza dimenticare il redditizio lavoro di scouting che ha permesso di scovare – e poi rivendere con conseguente plusvalenza – giocatori come Kalidou Koulibaly, Sergej Milinkovic Savic e Leon Bailey. La cantera del Genk ha così prodotto pietre preziose di caratura eccezionalmente pura come Kevin De Bruyne e Thibaut Courtois, ma anche rifornito la Premier League (Divock Origi, Timothy Castagne e Christian Benteke) e la Liga (Yannick Carrasco). Lista che, ovviamente, è destinata a proseguire, visto che il modus operandi della dirigenza contempla sempre promuovere giovani dalle squadre junior ed investire su talenti in erba prelevati da formazioni minori.

Guidato in panchina da Wouter Vrancken, il Genk presenta nella rosa un unico over 30, ovvero il centrocampista della nazionale slovacca Patrik Hrosovsky. Per il resto, metà difesa Made in Colombia con il laterale destro dei Cafeteros, Daniel Muñoz, ed il centrale Carlos Cuesta, a protezione del ventunenne Vandervoordt da molti considerato il nuovo Courtois ed il cui cartellino è già stato acquistato dal Lipsia. In avanti occhio al giovanissimo talento della nazionale marocchina Bilal El Khannouss, classe 2004 visto all’opera da titolare nella finale per il bronzo ai Mondiali del Qatar, ed al ventitreenne nigeriano Tolu Arokodare, che il club belga ha pescato nella Serie B francese dall’Amiens con cui si è aggiudicato il titolo di capocannoniere della Coppa di Francia due stagioni fa.

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