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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Coppa Italia

Il rebus della Coppa Italia 2023 e il posto in Europa: cosa succederà

Tre delle quattro semifinaliste non raggiungeranno in Serie A i primi sei posti, che assegnano gli slot per le prossime coppe europee. Tra gli scenari possibili, anche la vittoria di una squadra che nella stagione ventura potrebbe militare in serie B e giocare in Europa League

Con la Coppa Italia giunta al penultimo atto, iniziano a delinearsi anche le varie ipotesi relative alla qualificazione per le coppe europee del prossimo anno, tenuto conto che la vincente della coccarda tricolore avrà uno slot garantito per giocare una competizione continentale 2023/2024. Chi alzerà il trofeo avrà, infatti, diritto a partecipare alla fase a gironi della prossima Europa League. Nello specifico, la ripartizione degli slot per le competizioni continentali prevede che le prime quattro di Serie A accedano alla fase a gironi di Champions League, la quinta classificata e la vincitrice della Coppa Italia all’Europa League e la sesta ai preliminari di Conference League. E’ invece cambiata la regola che permetteva anche alla finalista di prendere parte ad una coppa europea, qualora la vincitrice della Coppa Italia avesse già ottenuto il diritto a...viaggiare in Europa mediante piazzamento nella classifica del campionato. In questo caso, con le prime quattro di Serie A in Champions, sarebbero la quinta e la sesta a finire in Europa League con un posto in più riservato alla settima che verrebbe ricompresa nell’elenco delle partecipanti alla Conference League.

Lo strano caso della Coppa Italia 2022/2023

Quest’ultima eventualità, che contempla quindi una squadra italiana in più in Europa, prendendo in esame l’attuale graduatoria del massimo campionato potrebbe verificarsi probabilmente solo nel caso in cui l’Inter riuscisse ad alzare la Coppa. Difatti le altre tre semifinaliste, menzionando anche la Cremonese al momento ultima ad otto punti, hanno accumulato distacchi importanti dal sesto posto, con la Fiorentina a tredici lunghezze di ritardo e la Juventus a quattordici, dopo la sentenza della giustizia sportiva che ha inflitto una penalizzazione ai bianconeri. A meno di clamorose rimonte, l’unica opportunità di calcare un palcoscenico europeo, per queste tre squadre, arriva quindi dalla vittoria della finale della competizione, che si disputerà allo Stadio Olimpico di Roma il 24 maggio del 2023.

Partecipazioni europee anche in serie B

Nel caso in cui la Cremonese non riuscisse ad acciuffare la salvezza, o la giustizia sportiva dovesse ulteriormente sanzionare la Juventus fino ad escluderla dal prossimo campionato di Serie A, l’eventuale partecipazione all’Europa League del prossimo anno acquisita vincendo la Coppa Italia non sarà comunque in discussione. Non sarebbe, infatti, il primo caso di formazione militante nella cadetteria a...zonzo per l’Europa per effetto dei risultati ottenuti nella coppa nazionale. Era capitato nella stagione 1987/88 all’Atalanta di Mondonico, retrocessa l’anno prima dalla massima serie ma protagonista di una splendida galoppata in Coppa Italia fermata solo dal Napoli in finale. All’epoca, il regolamento concedeva alla finalista uno slot europeo nel caso di contemporanea vittoria di scudetto e coccarda da parte della stessa squadra. E così i nerazzurri si ritrovarono in campo nell’allora Coppa delle Coppe. In cui peraltro fecero un figurone, stoppati solo dal Malines in una drammatica semifinale decisa dai miracoli dell’iconico portiere belga Michel Preud’Homme.

Casi simili sono capitati anche all’estero: nel 2011/2012 ci fu anche il Birmingham nella pattuglia che rappresentò l’Inghilterra nelle coppe europee, grazie alla vittoria della Carling Cup l’anno prima a cui fece seguito la retrocessione dalla Premier League, mentre nel 2012/2013 toccò al Wigan essere presente nella griglia di partenza dell’Europa League, dopo il successo in FA Cup (2-1 in finale sull’Arsenal) abbinato però alla diciottesima posizione in campionato che sancì la discesa nella B britannica. Due avventure continentali di breve durata – entrambe eliminate nella fase a gironi – ma comunque degne di essere menzionate per la loro peculiarità.

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