Giovedì, 21 Ottobre 2021
Il caso

Donnarumma, ancora una panchina: e se fosse stato un errore passare al Psg?

Il portiere azzurro escluso dalla formazione titolare anche nella gara di Champions League contro il Bruges

Seduto in panchina, ancora una volta. È un inizio di stagione complicato quello che sta vivendo Gianluigi Donnarumma, passato in estate al Paris Saint-Germain dopo essersi svincolato dal Milan. Il portiere azzurro, laureatosi campione d'Europa lo scorso luglio con la maglia della Nazionale, ha dovuto assistere da bordo campo all'amaro pareggio della sua squadra contro il Bruges nella prima giornata della fase a gironi di Champions League. A lui il tecnico Mauricio Pochettino ha infatti preferito il costaricano Keylor Navas, relegando Gigio al ruolo di secondo. Una situazione che per Donnarumma, approdato al Psg per recitare un ruolo da protagonista, sta iniziando a diventare preoccupante.

Donnarumma, inizio difficile al Psg: l'addio al Milan e l'occasione mancata dalla Juventus

Se nelle prime uscite stagionali la scelta di Pochettino di preferire Navas a Donnarumma sembrava comprensibile visto il ritardo con cui l'estremo difensore azzurro si è aggregato al gruppo, adesso tale giustificazione non regge più. Quella del tecnico argentino, adesso, pare una vera e propria scelta tecnica, che rischia di frenare il percorso di crescita dell'ex rossonero, capace di conquistare il premio di miglior giocatore della competizione ad Euro 2020. I risultati sottotono del Psg, tuttavia, potrebbero favorire un passaggio di consegne tra i pali parigini: se però così non fosse, la scelta di approdare in Francia per Donnarumma si rivelerebbe un clamoroso autogol.

Al Milan il ruolo di Gigio non era infatti in discussione, con il portiere che avrebbe comunque avuto l'occasione di misurarsi in Champions League visto il secondo posto conquistato dai rossoneri nel passato torneo. Per il giocatore, negli scorsi mesi, si era inoltre aperta la pista che portava alla Juventus, poi però ben presto tramontata: un autogol, in questo caso, da parte del club bianconero, visto lo scarso rendimento (per usare un eufemismo) tenuto almeno fin qui dal polacco Wojciech Szczesny.

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