rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Calcio

Dusan Vlahovic e quelle polemiche polverizzate a suon di gol

Finito nell'occhio del ciclone per il mancato rinnovo del contratto, il bomer serbo si è ripreso la Fiorentina segnando a raffica: 27 centri nell'anno solare 2021, solo Lewandowski - finora - ha fatto meglio

Mano sul petto e poi indice al suolo, ad indicare il prato verde del “Franchi”. Dusan Vlahovic ha voluto rimarcare così la sua appartenenza alla Fiorentina, che si sta godendo il bomber serbo la cui permanenza nel club viola sembra però essere legata alle strategie di mercato dei principali club continentali.
Sembrano ormai sbiaditi i ricordi delle polemiche di qualche settimana fa, seguenti all’annuncio del rifiuto del rinnovo con la società gigliata. Con i detrattori a rimarcare la sua scarsa propensione al gol su azione, l’ala più intransigente a chiederne addirittura la panchina fino al giorni del trasferimento in un'altra squadra e quel rigore passato a Biraghi nel match contro il Cagliari a far detonare il malumore per la volontà manifestata dal giocatore di non legarsi al club, di alzare l’asticella delle ambizioni, lontano dalla Toscana e da chi lo ha condotto per mano nel proscenio del calcio europeo.

Ci ha pensato Vlahovic, a cancellare quella “combo” emotiva fatta di delusione, indifferenza e persino rabbia. Lo ha fatto nel modo che gli è più congeniale, ovvero segnando: la doppietta al Milan gli ha permesso di agganciare Immobile in vetta alla classifica marcatori della Serie A, ma anche di salire al secondo posto in quella dei bomber dell’anno solare 2021. Dal 1° gennaio al 21 novembre sono 27 i centri del serbo (più di Haaland, Benzema e Messi, dietro solo a Lewandowski) ovvero gli stessi che una leggenda viola come Kurt Hamrin mise a segno nel 1960, traguardo che lo pone davanti a campioni come Toni, Chiesa, Montuori ed anche Batistuta al quale ormai viene sempre più spesso accostato.

Con i dieci gol finora realizzati – l’esatta metà di quelli fatti dalla Fiorentina in campionato – che hanno fruttato alla squadra di mister Italiano dodici dei 21 punti in classifica, Dusan Vlahovic rilancia ancora la sua candidatura come pezzo pregiato della nuova generazione di attaccanti, destinata ad avere a breve il timbro ufficiale di “top player” sul passaporto. E quel dito indice rivolto vero il prato, dopo il 4-2 al Milan, sembra quasi una dichiarazione di intenti nel volerlo apporre proprio a Firenze, magari continuando a collezionare record personali e dando il suo contributo per assicurare ai viola un posto in Europa, restando alla Fiorentina almeno fino a giugno, e poi chissà. Ma le big che lo corteggiano saranno d’accordo?

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dusan Vlahovic e quelle polemiche polverizzate a suon di gol

Today è in caricamento