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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Acquisto record

Benfica, Fernandez ai saluti: l'ultima gemma di un vivaio da mezzo miliardo di euro

La cessione al Chelsea del centrocampista argentino è l'ennesima, fruttuosa, operazione in uscita perfezionata dal club lusitano negli ultimi anni, che ha portato in dote quasi 130 milioni di euro

Ha perso la prima partita di una stagione sin qui immacolata a Braga, la vigilia di Capodanno, contro la squadra che sarà anche la prossima avversaria della Fiorentina in Conference League. Ma il Benfica capolista nella Primeira Liga portoghese – nonché unica formazione imbattuta in Champions al pari di Bayern, PSG e Manchester City – ha in parte trovato il modo di consolarsi, I motivi? Tanti, quasi 120 milioni. Che è la cifra in euro stanziata dal Chelsea nella finestra di mercato invernale per strappare alle Aguias uno dei protagonisti dell’Argentina vincitrice della Coppa del Mondo, ovvero Enzo Fernendez. Operazione che assume i canoni dell'ufficialità dopo la retromarcia post-Epifania, scaturita dal netto rifiuto dei lusitani di accettare contropartite tecniche volte ad abbassare l'importo del cash: stavolta, la clausola rescissoria verrà interamente pagata dal club londinese per assicurarsi le prestazione del ventiduenne centrocampista. Che diventerà anche il giocatore più costoso della storia della Premier Legaue, superando Jack Grealish per cui il Manchester City versò all'Aston Villa 110 milioni di sterline, pari a 117 milioni di Euro.

D’altronde, la cessione del “Gordo” (cioè “paffutello”, come era stato soprannominato il neo acquisto del Chelsea nel settore giovanile del River Plate) non è che l’ultimo, redditizio esempio del protocollo che ormai da oltre due lustri il Benfica applica fedelmente. Scova e scopri, poi valorizza e vendi: un modo per garantire sia competitività – sebbene l’ultimo trofeo vinto risalga ormai a tre anni e mezzo fa – che bilanci rigorosamente in ordine, frutto di plusvalenze da record. E addirittura istantanee nel caso del centrocampista dell’Albiceleste, arrivato dall’Argentina in estate e capace di assicurare sei mesi più tardi una resa pari a più o meno a nove volte il costo affrontato per portarlo a Lisbona. In quattro stagioni gli incassi correlati alle operazioni in uscita hanno portato una cifra vicina al mezzo miliardo di euro, la metà della quale garantita da Fernandez e João Félix (all’Atletico Madrid), più gli 80 milioni sborsati dal Liverpool per Darwin Núñez, gli oltre 70 dal City per Ruben Dias, poco meno di 40 quelli improntati dal Wolverhampton per Raúl Jiménez ed i 25 dell’Eintracht Francoforte per Luka Jovic, il tutto senza contare le operazioni “minori”.

Andando a ritroso nel tempo – prima cioè del 2019 – c’è solo l’imbarazzo della scelta: Ederson, Axel Witsel, Renato Sanches, Nélson Semedo, Victor Lindelöf, Angel Di Maria, David Luiz, Fábio Coentrão e tanti altri. Che siano cresciuti nella cantera di Lisbona, pescati in tornei continentali di seconda fascia o sudamericani, ma anche rigenerati dopo una fase discendente della carriera è irrilevante: il protocollo “Re Mida” operato dal Benfica, volto a trasformare in oro quel che comincia a luccicare nella “Catedral” con la maglia biancorossa, viene sempre impeccabilmente applicato. Ed il futuro contemplabile nell’orizzonte che si delinea oltre il Fernandez londinese ha già contorni definiti, pronto ad essere monetizzato: a partire da Gonçalo Ramos (28 presenze in stagione con 18 gol e 7 assist oltre alla tripletta a Qatar 2022 realizzata con la nazionale contro la Svizzera), per proseguire con l’ultima scoperta António Silva – diciannovenne difensore già titolare e valutato sui 15 milioni – ed il suo compagno di reparto Morato, brasiliano di due anni più giovane – importato a 18 dal São Paulo – ed in ripresa dopo l’infortunio alla caviglia che lo ha bloccato per due mesi. Davanti alla porta del Benfica, a breve, facile ipotizzare la coda.

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