Giovedì, 29 Luglio 2021
Euro 2021 / Roma

Il bus scoperto e la festa degli azzurri: la Figc ricostruisce la trattativa

Il presidente Gravina dopo la rivelazione del prefetto Piantedosi spiega come la Figc aveva chiesto l’autorizzazione, sempre negata, per i festeggiamenti del successo agli europei. Eppure qualcosa è cambiato lunedì tra la visita della nazionale al Quirinale e l'arrivo a palazzo Chigi.

La festa degli Azzurri a Roma il giorno dopo la vittoria degli europei 2020 era stata vietata: è una bomba l'intervista del prefetto Matteo Piantedosi che racconta come il pullman scoperto che lunedì ha accompagnato la nazionale italiana da Palazzo Chigi fino all’albergo non fosse autorizzato. A stretto giro è arrivata la replica della Federazione Italiana Giuoco Calcio su quella che i media italiani hanno ribatezzato la trattativa Stato-Bonucci. È lo stesso presidente Gravina a ricostruire i fatti. 

La Figc aveva chiesto l’autorizzazione, sempre negata, per i festeggiamenti di un eventuale successo europeo, individuando diverse location (tra cui Piazza del Popolo) dove si potesse svolgere con numeri contingentati e nel rispetto di tutte le prescrizioni del momento una cerimonia in tutta sicurezza. Visto il diniego delle istituzioni era stato organizzato il ritorno degli Azzurri direttamente a Firenze presso il Centro Tecnico di Coverciano per l’immediato scioglimento della delegazione. "Il rientro su Roma è stato previsto solo dopo aver ricevuto i graditi inviti da parte del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio dei Ministri" spiega il presidente della FIGC Gabriele Gravina.

"Dopo la cerimonia al Quirinale - ricostruisce la Figc - su richiesta della squadra, che ha visto in pochi minuti aumentare la folla nel percorso fino a Palazzo Chigi, è stata reiterata l’istanza per poter utilizzare il bus scoperto, preparato preventivamente per ogni evenienza, al fine di condividere l’immensa felicità per un successo sportivo di questa portata con le migliaia di persone già ammassate per le strade. Nel tragitto per arrivare a Piazza Colonna, il bus coperto che trasportava la squadra è stato ripetutamente rallentato, poi bloccato e letteralmente travolto dall’affetto della gente ormai numerosissima, che comunque già non indossava strumenti di protezione individuale (cosiddette ‘mascherine’). All’arrivo davanti Palazzo Chigi, ritenuto che la situazione non fosse più gestibile in quanto il bus coperto non aveva dissuaso i tifosi dal cingere in tutti i modi la delegazione italiana, reiteravamo ancora la richiesta".

Tuttavia diversi video in cui si vede il difensore azzurro Leonardo Bonucci parlare con i rappresentanti delle forze dell'ordine sembrano anticipare il momento della "trattativa" già al momento dell'uscita dal Quirinale. Di lì a poco, dopo il breve tragitto che ha portato gli azzurri ai piedi del Colle per l'incontro con il premier Draghi sarà il capitano Giorgio Chiellini ad annunciare ai giornalisi assiepati all'ingresso di Palazzo Chigi che il ritorno in hotel sarebbe avvenuto a bordo di un autobus scoperto che di lì a poco arriva infatti a piazza Colonna. 

Video

Secondo la ricostruzione della Figc si è trattato di una scelta "condivisa dalle istituzioni anche nell’ottica di tutela dell’incolumità dei calciatori e per non deludere le migliaia di persone che si erano già riversate nel centro della Capitale nelle ore precedenti a questo incontro". 

"Non è nostra intenzione alimentare ulteriori polemiche - dichiara oggi il presidente della Figc Gravina - perché non vogliamo trasformare un momento di gioia nazionale in un argomento di divisione. Abbiamo sempre lavorato per l’unità e continueremo a farlo, sottolineando però come la Federazione sia sempre stata responsabile, ma soprattutto rispettosa delle istituzioni e dei tifosi italiani. Per come sono stati gestiti quei momenti concitati di grande partecipazione popolare, la FIGC ringrazia i rappresentanti delle Forza dell’Ordine, che hanno accompagnato la Nazionale con grande spirito di servizio ed encomiabile professionalità".

Restano le polemiche e i timori per una bomba epidemiologica nel pieno centro di Roma. Ma soprattutto quella che ora è minata  risulta la credibilità delle istituzioni che ora non si sa con quali criteri potranno vietare assembramenti nelle città italiane. 

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