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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Mondiali Qatar 2022

Chi è Niclas Füllkrug, operaio del gol e uomo della provvidenza tedesca

Ha esordito in nazionale a 29 anni due settimane fa (segnando subito con l'Oman in amichevole): per l'attaccante del Werder Brema prosegue il momento magico, con la rete dell'1-1 contro la Spagna che tiene in corsa la Germania nel Mondiale

Nella Germania imbottita di talento, di quarti di nobiltà calcistica e bacheche piene di trofei, alla fine è spuntato lui. Si chiama Niclas Füllkrug, 29 anni, simbolo di una classe operaia che si è guadagnata un posto in Paradiso, che ha ordinato il dietro-front al Gate in cui la nazionale teutonica si stava già mettendo in fila per decollare via, visto lo svantaggio con la Spagna che avrebbe significato, come quattro anni fa, eliminazione al primo turno dei Mondiali. Sintomatico che in una rosa composta quasi esclusivamente da giovani di belle speranze che si stanno già ritagliando uno spazio nel gotha del calcio che conta, ed elementi esperti che di medaglie al collo se ne sono messe tante, a impugnare il defibrillatore e rianimare la Mannschaft sia stato lui. Che probabilmente, se i vari Werner e Nmecha non avessero alzato bandiera bianca per problemi fisici, il Mondiale del Qatar – stando all’opinione dei detrattori appena visto il suo nome nell’elenco dei convocati - se lo sarebbe visto dal divano di casa.

Eppure Herr Füllkrug, professione centravanti, rappresenta esattamente il mood attuale della formazione di Flick. Che per andare avanti deve soffrire, lottare: come del resto ha fatto la punta del Werder Brema, non solo sui terreni di gioco facendo a sportellate con le difese avversarie, ma anche nel duello con un infortunio alla cartilagine del ginocchio che ne ha zavorrato la carriera, tormentandolo per anni. Tanta Zweite (la Serie B tedesca) in cui si è fatto anche apprezzare come uomo assist (23 quelli serviti, la metà esatta delle reti segnate) ed una fiammata nella stagione di Bundesliga 2017/2018 con la maglia dell’Hannover, sedici centri in 36 presenze. Quindi il ritorno a Brema, nella città dei Musicanti - raccontati dalla fiaba dei fratelli Grimm – la cui statua in Marktplatz rischia seriamente di essere sostituita da quella raffigurante Niclas. Che da un annetto abbondante esegue sinfonie col pallone e “suona” i portieri avversari: diciannove centri ed otto assist nello scorso torneo, buoni per riportare il Werder in serie A, e negli ultimi tre mesi dieci cartellini timbrati in sedici uscite, appena due in meno di Nkunku che capeggia la graduatoria dei bomber della Bundes.

Per Füllkrug, complici le assenze di alcune pedine offensive essenziali nello scacchiere teutonico, si spalancano così le porte della nazionale. Con cui aveva già flirtato, ma solo in gioventù, peraltro dando un validissimo contributo alla causa di Under 19 e Under 20 con sedici gettoni collezionati ed otto reti. Il c.t. Flick lo chiama per la prima volta in occasione dell’amichevole con l’Oman, un paio di settimane or sono: fa il suo ingresso nel secondo tempo e segna il gol vittoria. Col Giappone entra troppo tardi, un quarto d’ora o giù di lì non basta a raddrizzare la sfida coi nipponici. Il tecnico della Mannschaft ci riprova con la Spagna, e con appena più minutaggio a disposizione, l’uomo della provvidenza tedesca è ancora puntuale: destro secco e 1-1, con tanto di sorriso a mettere in mostra quel buco nell’arcata dentale superiore che fece coniare all’attaccante del Bologna Marko Arnautovic – anni fa suo compagno al Werder – il soprannome di Lücke (in italiano, appunto, buco) il quale tutt’ora identifica Niclas. Tra i “falsi nueve” sperimentati per colmare la lacuna al centro del fronte offensivo, Füllkrug è il classico “Uovo di Colombo”: punta centrale pura, che segna, ed è anche in un magic moment. Non è poco, per chi sembra inoltre avere un filo diretto con il destino.

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