rotate-mobile
Lunedì, 20 Maggio 2024
Calcio

Conflitto Russia-Ucraina: la storia di Vernydub, dal blitz del Bernabeu alla guerra di Kiev

Il tecnico dello Sheriff Tirapsol, squadra della Transnistria famosa per aver partecipato alla Champions League battendo a Madrid il Real, è entrato a far parte dell'esercito ucraino, come altri sportivi scesi in trincea al fianco delle truppe in guerra

L’Europa ha imparato a conoscere il suo Sheriff nell’ultima Champions League, in quel settembre che assunse contorni magici dopo il successo per 2-0 sullo Shakthar Donetsk di De Zerbi e l’impresa di Madrid, con il 2-1 rifilato al Real davanti ad un impietrito Bernabeu. Tirapsol è stata per alcune settimane non solo la capitale della Transnistria, repubblica non ufficialmente riconosciuta dall’Onu e appartenente al territorio della Moldavia, ma anche il simbolo di un calcio capace di ribellarsi allo strapotere tecnico ed economico dei top club e diventare, nel breve volgere di alcune settimane, meritevole di attenzioni e simpatia.

L'allenatore dello Sheriff, Yuriy Vernydub, ha guidato la sua squadra fino allo scorso week-end, quando la sconfitta ai calci di rigore contro il Braga nei play-off di Europa League (disputati dopo il terzo posto nel Girone D di Champions alle spalle di Real e Inter) ha concluso l’avventura europea dei giallo-neri, che restano comunque al vertice della graduatoria della Divizia Națională, la massima espressione calcistica della Moldavia. Ora, il tecnico della formazione di Tirapsol, originario di Žytomyr (città ucraina nodo cruciale per i trasporti nazionali nonché punto di passaggio tra Kiev e Varsavia), ha deciso di scendere in campo non per allenare, ma per correre in soccorso dell’esercito dell’Ucraina – dove ancora vive parte della sua famiglia - e combattere la guerra contro la Russia.

Nella foto ripostate da diversi account social si vede il tecnico, 56 anni compiuti il mese scorso ed un passato da calciatore (con la conclusione della sua carriera avvenuta a San Pietroburgo con la casacca dello Zenit) in tuta mimetica insieme a due componenti dell’esercito ucraino. Un’immagine forte, che si accompagna ad altre notizie relative a personaggi del panorama sportivo che hanno deciso di scendere in trincea al fianco delle truppe impegnate a respingere l’assalto russo: come i fratelli Klitschko, Vitalij – attuale sindaco di Kiev – e Vladimir, ex campioni di boxe, a cui si è aggiunto Vasiliy Lomachenko, in passato campione del mondo dei pesi leggeri ed ora facente parte di un battaglione di difesa vicino a Odessa.

O come il tennista Sergiy Stakhovsky - già numero 31 della graduatoria Atp con quattro titoli all’attivo nel tour - ritiratosi ad inizio 2022 dopo gli Australian Open e intenzionato a tornare in patria dopo aver messo la sua famiglia, con cui era in vacanza, al sicuro in Ungheria. “Certo che combatterei – ha dichiarato – ed è l'unico motivo per cui sto cercando di tornare a Kiev. Mi sono iscritto alle truppe riserviste la scorsa settimana. Non ho esperienza militare ma ho esperienza con una pistola privatamente. Mio padre e mio fratello sono chirurghi, sono stressati, ma parlo spesso con loro: dormono nel seminterrato. Nessuno di noi credeva che questo potesse accadere, eppure è successo”. Un’incredulità, quella di Stakhovsky, che accomuna tutti, a braccetto con la speranza che il “cessate il fuoco” ed il “deponete le armi” arrivino il prima possibile.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Conflitto Russia-Ucraina: la storia di Vernydub, dal blitz del Bernabeu alla guerra di Kiev

Today è in caricamento