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Domenica, 22 Maggio 2022
Calcio

De Zerbi: "Ci hanno svegliato le esplosioni, ma stiamo bene"

L'allenatore bresciano, tecnico dello Shakhtar Donetsk, è in un Hotel di Kiev con il suo staff ed il resto della squadra, in attesa di capire quando sarà possibile fare rientro in Italia

Un escalation di tensione e paure, quella che stanno vivendo lo staff tecnico italiano ed i giocatori brasiliani in forza allo Shakthar Donetsk. Al momento chiusi in Hotel, con i poco rassicuranti bollettini a dipingere uno scenario che ha assunto contorni drammatici nel breve volgere di poche ore. Lo racconta il tecnico bresciano Roberto De Zerbi, che con sette collaboratori ha cominciato la scorsa primavera la sua avventura nel club ucraino.
“Me ne sto in camera, è una brutta giornata - dice l’allenatore - ho aspettato a lungo che la federazione sospendesse il campionato, fin da quando è successo quel che é successo col Donbass... però non mi sono mosso, perché io sono qui per fare sport e non potevo girare le spalle al campionato, ai tifosi che ci seguono. Ho tredici ragazzi brasiliani, il mio staff...potevamo tornare a casa almeno fino a quando non ci fosse stata sicurezza: no, abbiamo aspettato, stanotte ci hanno svegliato le esplosioni”.

In collegamento video con alcune emittenti italiane, De Zerbi descrive il complicato momento che i tesserati dello Shakthar stanno vivendo, peraltro a pochi giorni dal ritorno in Ucraina, visto che fino allo scorso week-end la formazione arancio-nera era in Turchia in ritiro per preparare la nuova partenza del campionato, fermo da due mesi per la pausa invernale.
“Fino a ieri sera siamo rimasti che il campionato sarebbe dovuto ripartire e così non è stato. Siamo tutti in hotel, la situazione è precipitata da stamattina. Stiamo bene, la situazione è tesa perché c’è preoccupazione. Cerchiamo di avere contatti con le nostre ambasciate per capire il da farsi. L’Ambasciata italiana è stata correttissima e tempestiva, il console italiano ci sta dando grande sostegno e vicinanza. Non era nostra intenzione fare gli eroi – prosegue De Zerbi - siamo qui per fare il nostro lavoro che è il calcio, ma abbiamo giocatori che hanno già vissuto il 2014 nel Donbass. Finché il campionato non fosse stato sospeso trovavamo ingiusto partire. Rifarei la stessa scelta, ora la situazione è diversa e il calcio è sospeso. Ed ora stiamo cercando il modo per andare via: le preoccupazioni sono tante, legate alla mia famiglia che è a casa ma anche a quelle dei giocatori. Alcuni di loro sono molto giovani, vedono come quello più grande che dovrebbe tutelarli ma adesso faccio fatica io stesso a dirgli cosa fare”.

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