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Lunedì, 29 Novembre 2021
Serie A

Milan, emergenza e prime crepe: Pioli ha bisogno del miglior Ibrahimovic

Lo svedese si scalda per una maglia dal primo minuto contro il Bologna

Ancora senza Theo Hernandez e Brahim Diaz, positivi al Covid, e con il dubbio Rebic. È una marcia di avvicinamento alla sfida di Bologna tutt'altro che tranquilla per Stefano Pioli, costretto a fare i conti con una situazione di emergenza che sembra non conoscere fine. I rossoneri, reduci dal ko con il Porto in Champions League, che rischia di compromettere il cammino europeo del Diavolo, sono infatti al momento privi di alcuni dei loro uomini migliori, ma non possono permettersi passi falsi se vogliono rimanere in scia del Napoli capolista, atteso dalla difficile trasferta sul campo della Roma di Mourinho.

Milan in emergenza, ma per Bologna si scalda Ibrahimovic

Oltre a Maignan, che rientrerà soltanto nel 2022, e ai positivi Hernandez e Diaz, Pioli rischia di dover fare a meno anche di Rebic, alle prese con un problema alla caviglia. Una situazione che costringerà il tecnico a scelte quasi obbligate in avanti, con scarse possibilità di attuare quel turnover di cui avrebbero probabilmente bisogno alcuni giocatori. Sulla trequarti l'unica alternativa a Saelemaekers, Krunic e Leao è infatti Castillejo, decisivo contro il Verona e scalpitante per trovare un posto tra i titolari. Al centro dell'attacco, invece, scalda i motori Zlatan Ibrahimovic, entrato per due spezzoni di gara sia con il Verona che contro il Porto.

Milan, il vero Ibrahimovic per scacciare via le paure

Un recupero, quello dello svedese, quanto mai necessario per Pioli, soprattutto in questo momento. I tre ko consecutivi incassati in Champions rischiano infatti di minare le sicurezze acquisite fin qui dal gruppo rossonero, che ha bisogno del carisma di Ibrahimovic per non far diventare le incrinature manifestate in Europa delle vere e proprie crepe. Il timore, in casa milanista, è infatti che si possa ripetere quanto accaduto lo scorso anno, quando, dopo una prima parte di stagione da assoluto protagonista che lo aveva visto coltivare il sogno scudetto, il Diavolo rientrò nei ranghi rischiando persino di non piazzarsi tra le prime quattro. La squadra, adesso, sembra più matura di quella dello scorso torneo, ma nel calcio, si sa, basta poco per ripiombare nelle vecchie insicurezze. E per scacciarle via il Milan, oggi più che mai, ha bisogno del suo leader.

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