Domenica, 24 Ottobre 2021
L'analisi

Le due facce dell'Inter: macchina da gol in Italia, a secco in Europa

Nerazzurri implacabili in campionato, ma in Champions le polveri sono bagnate

Ancora a secco, come contro il Real Madrid. L'Inter, nella gara contro lo Shakhtar Donetsk, valevole per la seconda giornata del girone D di Champions League, non è andata oltre lo 0-0, non riuscendo, anche stavolta, a trovare la via del gol in Europa. Una sterilità offensiva in antitesi con la macchina da gol vista in campionato, dove i nerazzurri, in appena sei giornate, hanno battuto i portieri avversari per ben 20 volte, con una media di oltre tre reti segnate a partita. Differenza che rischia di condizionare pesantemente il cammino europeo della formazione di Simone Inzaghi.

Inter doppia faccia: macchina da gol in Serie A, a secco in Champions

Se in campionato l'Inter si è resa protagonista di una buona partenza, raccogliendo quattro vittorie e due pareggi nelle prime sei gare, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda il percorso in Champions League, dove i nerazzurri, malgrado le buone prestazioni offerte, hanno raccolto appena un punto. Sia chiaro, niente è ancora perduto, ma il cammino verso gli ottavi di finale, senza un cambio di rotta immediato, rischia di mettersi in salita. Anche perché lo Sheriff Tiraspol, considerato al via la Cenerentola del girone, si è rivelato avversario più ostico del previsto cogliendo due vittorie nelle prime due giornate, di cui l'ultima, clamorosa, sul campo del Real Madrid. E proprio contro i moldavi l'Inter, nel match del prossimo 19 ottobre, dovrà obbligatoriamente andare a caccia dei tre punti, trovando i primi gol europei della stagione.

Inter, i motivi dell'anemia offensiva in Europa

Un'anemia offensiva che trova forse la sua causa principale nel tour de force a cui sono stati sottoposti i nerazzurri nell'ultimo periodo, con incontri ravvicinati che non hanno permesso agli uomini di Simone Inzaghi di rifiatare adeguatamente. Un fattore non di poco conto soprattutto per Dzeko, che, con le sue ormai 35 candeline sulle spalle, è parso in debito di ossigeno contro lo Shakhtar, divorandosi un gol praticamente già fatto. Determinante, per il tecnico, ritrovare quindi Correa e Sanchez al pieno della forma, così da poter dosare e gestire le energie nei prossimi impegni con un po' di sano (e indispensabile) turnover.

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