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Martedì, 5 Marzo 2024

Andrea Falla

Giornalista

Inter, un tridente bello e impossibile

"Il tridente delle meraviglie", "Un trio atomico", "L'attacco più forte d'Europa" e potrei andare avanti ancora. Già, perché da quando il calciomercato ha iniziato ad infiammare le pagine dei quotidiani sportivi, dai giornalisti ai presunti esperti, passando per tifosi e appassionati, la fantasia che ricorre, quasi a cadenza giornaliera è una in particolare: l'Inter con il tridente Lukaku-Lautaro-Dybala. Ammesso che Marotta riesca nell'impresa di regalare ad Inzaghi una rosa con questi tre elementi a disposizione (Lukaku arriverà, Dybala ancora è un punto interrogativo), va chiarita una cosa: sarà molto difficile, se non impossibile, vederli tutti e tre insieme, se non in casi eccezionali. 

Lungi da me smorzare gli entusiasmi dei tifosi, intossicati anche da continui titoli acchiappa-clic sull'argomento, spesso corredati da ipotetiche formazioni, in cui il 3-5-2 nerazzurro si "piega" all'estro dei tre tenori, diventando un 3-4-3 o un 3-4-1-2. Al Fantacalcio o alla PlayStation magari si potrebbe anche schierare un attacco "pesante" con Dybala, Lukaku e Lautaro Martinez, ma nel calcio vero esiste una parola fondamentale che non può essere dimenticata: l'equilibrio.

Infatti, se è vero che tutti i grandi giocatori possono giocare insieme, è altrettanto vero che un modulo come quello di Inzaghi, difficilmente può sostenere tre punte, almeno con queste caratteristiche. Nel sistema tattico di Inzaghi, aggiungere un elemento in attacco vorrebbe dire per forza sacrificare una delle due mezzali, con i due componenti del centrocampo che andrebbero a diventare due mediani, con compiti soprattutto difensivi, per ovvi motivi. Ma in campo si difende in 10, più o meno, ma per caratteristiche personali, soltanto Lautaro ha dimostrato altissima intensità in fase di non possesso e pressing, cosa che non si può dire di Dybala, come tutti i giocatori estrosi poco avvezzo al recupero palla, e di Lukaku, gigante da metà campo in poi, a cui non si può chiedere anche di tornare a difendere fino all'area di rigore. 

Inoltre, con la nuova conformazione della mediana, si dovrebbe non soltanto rinunciare ad un centrocampista, e il primo indiziato sarebbe Çalhanoğlu, e Barella si troverebbe imbrigliato in un ruolo puramente di scudiero, che per forza di cose andrebbe a limitare il moto perpetuo del 23 nerazzurro, la cui libertà è invece una chiave tattica molto utilizzata da Inzaghi (e da Conte prima), sia nella prima fase di pressing, sia per gli inserimenti nell'area di rigore avversaria. Con tre punte del genere anche il lavoro degli esterni sarebbe differente. Se nel 3-5-2 i cosiddetti "quinti" fungono da terzini, laterali di centrocampo e ali d'attacco, con un modulo più offensivo dovrebbero limitare il loro raggio d'azione, snaturando quel gioco dedito ad allargare gli avversari proprio grazie agli esterni alti. Anche in questo caso, chiedere a Dumfries e Gosens di fare i terzini sarebbe un peccato, almeno quanto chiedere a Barella di non correre dietro ad ogni pallone. Anche ipotizzando un passaggio alla difesa a 4 il discorso non cambierebbe molto: nessuno dei tre attaccanti in questione ha le caratteristiche per giocare sulla fascia, seppur in attacco, e ipotizzando un Dybala trequartista, l'argentino dovrebbe sobbarcarsi una mole di lavoro difensivo che, almeno fino a questo momento, non ha dimostrato essere proprio nelle sue corde. 

Ma allora a che serve avere tre attaccanti di caratura internazionale se non puoi farli giocare tutti insieme? Serve. Serve perché ci saranno tantissime partite in un tempo ristretto, quest'anno ancora di più per via del Mondiale, e una squadra che aspira a vincere in Italia e ad alzare l'asticella in Europa, può e deve avere una panchina lunga e di qualità. Trovarsi in difficoltà, girarsi verso la panchina e trovare un Dybala, sarebbe un sollievo e un'iniezione di fiducia per ogni allenatore, anche perché, come insegnato dalla scorsa stagione, i cambi spesso ti fanno vincere le partite. 

Ma nel calcio, come nella vita, gli assoluti non esistono. Quindi al "mai insieme", va aggiunto un "quasi", perché non è escluso che in caso di risultati da recuperare Inzaghi non decida di gettare nella mischia il fantomatico tridente. In una situazione del genere, con una squadra proiettata in avanti ed in costante assedio, non esiste una legge che vieterebbe di mettere tre, o anche quattro punte, in pieno stile "pazza Inter". Il vero problema semmai, sarà convincere uno dei tre ad andare in panchina ogni settimana: a fare la differenza sarà la gestione del gruppo e del turn over, unica vera cura contro i mal di pancia da riserva. Un tridente bellissimo, per carità, ma di difficile applicazione, che più che come una nuova impostazione tattica va visto come il pulsante rosso dell'allarme antincendio: "Da usare solo in caso di emergenza".

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