Lunedì, 2 Agosto 2021
Euro 2021

Finale Italia-Inghilterra Euro 2021: punti di forza e fragilità della formazione di Southgate

I Tre Leoni sognano il primo trofeo continentale della loro storia

Foto Ansa Epa

Ancora una partita per il sogno. L'Italia, nella serata di domenica 11 luglio (fischio d'inizio alle 21), affronterà l'Inghilterra nella sfida che metterà in palio il titolo di campione d'Europa. Gli azzurri, protagonisti di una cavalcata entusiasmante che li ha visti superare negli ultimi due turni le quotate Belgio e Spagna, vogliono coronare il loro percorso andando a sconfiggere "a casa loro" i Tre Leoni. Sì, perché la partita, vietata ai deboli di cuore, si giocherà allo stadio Wembley di Londra in quella che si preannuncia una bolgia infernale.

Inghilterra, solidità e talento offensivo: i punti di forza della formazione di Southgate

Al di là dell'aspetto ambientale, la formazione di Mancini dovrà fare i conti con una squadra dal talento immenso ed estremamente solida: l'Inghilterra, in questi Europei, ha fin qui subito appena una rete, quella realizzata dal danese Damsgaard nel corso della semifinale. Un gol, per giunta, arrivato direttamente su calcio di punizione, con gli uomini di Southgate che non sono stati quindi mai superati su azione. Proprio questo sembra oggi il maggior punto di forza degli inglesi: malgrado un gioco non sempre scintillante, Kane e compagni non hanno mai dato fino ad oggi l'impressione di subire gli avversari. Mai, nemmeno nella delicata sfida degli ottavi di finale contro la Germania.

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Maguire e Stones, in difesa, formano una coppia granitica, praticamente invalicabile sulle palle alte. La rapidità, invece, viene portata da Walker: il terzino del Manchester City limita infatti al massimo le proiezioni offensive (concesse invece dall'altra parte a Shaw) proprio per fornire un supporto ai due centrali. Supporto alla retroguardia che viene fornito anche dalla diga di centrocampo formata da Phillips e Rice, due giocatori non abilissimi nel palleggio, ma preziosissimi in fase di copertura.

Proprio le caratteristiche più di rottura che di costruzione del centrocampo fanno sì che la manovra inglese non sempre sia fluida, con la pericolosità offensiva garantita comunque dalle bocche da fuoco là davanti: Sterling e Kane, supportati a turno dai vari Mount, Saka, Grealish, Sancho e Rashford (altri talenti cristallini), hanno infatti la capacità di mettere in difficoltà gli avversari in ogni momento, anche quando la partita sembra in una fase di stanca.

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Gli strappi dell'attaccante del Manchester City, in particolare, hanno fatto male ad ogni avversario incontrato fino ad oggi, con un compito che si preannuncia quindi particolarmente delicato per Di Lorenzo, colui che dovrebbe essere chiamato ad agire sulla stessa fascia di Sterling. Kane, poi, non ha certo bisogno di presentazioni: il centravanti del Tottenham è rimasto in ombra nella prima fase del torneo, ma appena sono arrivate le sfide da dentro o fuori si è scatenato, segnando quattro reti in tre gare. Quella inglese, inoltre, è una squadra molto fisica, che unisce centimetri e corsa in un connubio pressoché perfetto.

Inghilterra, Pickford e staticità: le fragilità degli inglesi

Messa così l'Inghilterra sembrerebbe un ostacolo insormontabile, ma anche i Tre Leoni, come ogni altra squadra, ha i propri punti deboli. A partire da quel Jordan Pickford, portiere a cui Southgate ha affidato la difesa della porta inglese. L'estremo difensore dell'Everton non è certamente tra i big nel suo ruolo, come testimonia anche la rete subita da Damsgaard in semifinale. Per non parlare della non certo eccelsa qualità con i piedi: se pressato al momento del rinvio, il buon Jordan potrebbe rendersi involontario protagonista di qualche svarione interessante per i colori azzurri.

La difesa, come accennato, è poi sì forte fisicamente, ma non velocissima. Giocatori come Insigne e Chiesa, che fanno della rapidità e dell'abilità nell'uno contro uno le loro armi migliori, potrebbero creare qualche grattacapo alla squadra di Southgate, così come il palleggio in mezzo al campo di Jorginho, Verratti e Barella potrebbe disorientare i massicci giocatori inglesi. Insomma, quella contro l'Inghilterra sarà una finale dura, anzi durissima, ma non già chiusa in partenza.

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