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Domenica, 3 Luglio 2022
Calcio

L'Italia ai Mondiali 2022: perché è una strada (per assurdo) ancora percorribile

La possibile partecipazione degli azzurri alla kermesse iridata in Qatar è stata rilanciata da Franco Chimenti, già membro della giunta del Coni di cui è stato vicepresidente vicario.

Il 1° Aprile era nella top ten delle fake news costruite e divulgate per onorare la tradizione del “Pesce”. Eppure, a distanza, di un mese e mezzo, il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali sembra sia diventato qualcosa di più di una semplice suggestione. Tanto che, in Sud America, l’ombra azzurra che si addensa sulla qualificazione dell’Ecuador – ed in seconda battuta sulle speranze di Cile e Perù di prenderne il posto – comincia a suscitare nervosismo, se non proprio fastidio. A rilanciare tale scenario è stato quest’oggi Franco Chimenti, attuale presidente della Federazione Italiana Golf ma in passato membro della giunta del Coni, di cui è stato anche Vicepresidente vicario. “E' una possibilità molto più concreta di quanto si pensi. Pare che l'Ecuador abbia utilizzato un giocatore che non aveva titolo di giocare e potrebbe pagare per questo. Se così fosse, a quel punto bisognerebbe pensare alla Nazionale che ne prenderebbe il posto in caso di esclusione, ed esiste una regola Fifa che parla di ripescaggi e parla della squadra più in alto nel ranking: questa è sicuramente l'Italia”.

Riassumendo le puntate precedenti, sembra che – nel corso delle qualificazioni ai mondiali di Qatar 2022 – l’Ecuador abbia utilizzato un calciatore che non avrebbe avuto diritto, stando alla tesi accusatoria, di giocare con la Tricolor. Byron David Castillo Segura non sarebbe, infatti, nato il 10 novembre 1998 nella città ecuadoregna di Playas: durante le indagini è stato infatti trovato un certificato di nascita, relativo a un Byron Castillo con i medesimi genitori, ma nato il 25 luglio 1995 a Tumaco, in Colombia. Alla Commissione Disciplinare della Fifa, sono pertanto state presentate accuse circa la possibile falsificazione degli atti che conferiscono la nazionalità ecuadoriana al giocatore in questione, nonché l'eventuale il mancato rispetto da parte di detto calciatore dei criteri di convocazione, per partecipare a otto partite di qualificazione della Coppa del Mondo 2022 in Qatar.

Arrivati a questo punto, è tutto il Sudamerica a tremare. In primis l’Ecuador, che teme sanzioni e l’esclusione dalla kermesse iridata. Di tipo diverso, le preoccupazioni di Perù e Cile: i primi sperano in una squalifica che li porti direttamente in Qatar, senza passare per lo spareggio di giugno (contro la vincente del match tra Emirati Arabi e Australia, in campo il 7 giugno), mentre i secondi auspicano un azzeramento dei punti conquistati dall’Ecuador con il giocatore “irregolare” in campo: il Cile ha infatti perso cinque punti nei due incontri disputati, con Castillo presente in ambedue le occasioni. Ma per tutte e tre, c’è l’Articolo 6 del regolamento preliminare FIFA sulle qualificazioni ai mondiali che mette, parecchia, ansia: "se una qualsiasi associazione si ritira o viene esclusa dalla competizione, la FIFA deciderà sulla questione a sua esclusiva discrezione e intraprenderà qualsiasi azione si ritenga necessario". Ed uno dei criteri è, per l’appunto, rappresentato dal ranking della nazionale da ripescare. L’Italia, con il suo sesto posto, è quella con la posizione migliore tra le escluse, e resta così – incredibilmente – in ballo.

“I disperati tentativi del Cile di danneggiare l'Ecuador alla fine possono finire in disgrazia per il Sudamerica”, scrivono i media ecuadoregni, sottolineando anche il maggior peso nella Fifa dell’Italia rispetto alle altre nazioni coinvolte. Le possibilità di vedere gli azzurri al Mondiale restano, va detto, piuttosto remote. Ed non è affatto scontato che un provvedimento ai danni della FEF comporti la...cancellazione dell’Ecuador dalla griglia delle partecipanti a Qatar 2022. Ma sulla questione, la FIFA sarà comunque chiamata a pronunciarsi. Ed a farlo, inevitabilmente, in tempi brevi.

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