Giovedì, 21 Ottobre 2021
Il commento

Italia, un ko non cancella il percorso: Mancini ci ha ridato dignità, rispetto e futuro

Gli azzurri, dopo la striscia record di 37 partite senza sconfitte, sono stati superati dalla Spagna nella semifinale di Nations League

Doveva capitare, prima o poi. L'Italia di Roberto Mancini, dopo ben 37 partite senza sconfitte, si è dovuta arrendere alla Spagna nella semifinale di Nations League. A spezzare la serie positiva azzurra Ferran Torres, autore della doppietta che ha indirizzato la gara già nel corso del primo tempo. Un ko che fa male, certo, anche perché arrivato di fronte al proprio pubblico spezzando il sogno di bissare il trionfo di Euro 2020, ma che non deve far dimenticare quanto di buono fatto vedere dalla nostra Nazionale in questi lunghi, esaltanti mesi.

Italia, la rinascita nel segno di Mancini

Basti pensare a dove eravamo soltanto poco tempo fa, distrutti nell'anima e nel cuore dopo la clamorosa mancata qualificazione ai Mondiali 2018 per mano della Svezia. Sembravamo persi, senza futuro, distanti anni luce dalle maggiori potenze calcistiche, eppure, appena tre anni dopo, siamo saliti sul tetto d'Europa al termine di una cavalcata trionfale, pazzesca, di quelle che un giorno racconteremo ai nostri nipoti. Sì, perché quello che ha costruito il "Mancio" rimarrà nella storia, con documentari che racconteranno l'impresa azzurra. Ma la vera impresa del ct è stata un'altra: ridare credibilità alla nostra Nazionale, trasmetterle un gioco moderno che ci ha permesso, finalmente, di scacciare lontana l'immagine dei "vecchi italiani catenacciari".

L'Italia di oggi è infatti temuta, rispettata, apprezzata. Mancini ha avuto il coraggio di puntare tutto sulla qualità, affidando le chiavi del centrocampo al palleggio e alla classe di Jorginho e Verratti completando il reparto con il dinamismo e la verve di Barella. Un reparto di "piccoletti", eresia per qualche allenatore vecchio stampo. E poi, in avanti, spazio alla qualità di Insigne, alla straripanza di Chiesa, alla duttilità di Bernardeschi ed alla tecnica di Berardi. Senza dimenticarsi di Ciro Immobile, spesso troppo bistrattato ma che quando manca, come contro la Spagna, si sente eccome.

Tutti elementi che hanno permesso alla nostra Nazionale di cogliere in estate un trionfo da outsider, perché ammettiamolo, a livello qualitativo e di completezza della rosa c'è chi probabilmente è più forte di noi: pensiamo alla Francia, dotata di una serie di solisti da paura, e pensiamo alla stessa Spagna, che, in termini di gioco, ci mise sotto anche ad Euro 2020. Ma proprio per questo la vittoria della scorsa estate è stata ancora più bella, così come proprio per questo l'amarezza della Nations League non deve scalfirci: sapevamo che prima o poi avremmo potuto perdere, ma sappiamo anche che, presto, potremo tornare ancora a vincere.

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