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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Calcio

Messias, la favola continua: gol al debutto in Champions

A 30 anni la sua prima apparizione nella massima competizione europea al Wanda Metropolitano: il brasiliano del Milan segna di testa (prima ci era riuscito solo in serie D...) e regala un'ultima chance di qualificazione ai rossoneri: "Mi è venuto da piangere"

"La mia vita è un sogno". Sembra il titolo di un romanzo, e forse un giorno lo diventerà. Erano le parole di Junior Messias nel giorno della sua presentazione al Milan, solo tre mesi fa. Quand'è arrivato in Italia, a Torino, da Belo Horizonte, puliva mattoni in un cantiere: guadagnava 20 centesimi per ogni mattone rimesso a nuovo in una ditta del quartiere multietnico "Barriera di Milano".

Ieri invece ha debuttato in Champions League a 30 anni. Dopo aver scoperto la serie A solamente a 29.

Entrare, a 25' dalla fine di una partita complicatissima, al Wanda Metropolitano contro l'Atletico Madrid. E trovarsi sulla testa il pallone della vita. L'ennesimo. Messias ci è andato d'istinto, seguendo il disegno del destino che lo voleva lì, in quel preciso istante: colpo di testa, non la sua specialità (ha segnato solamente tre volte prima di ieri, sempre nel campionato di serie D), e palla in rete. Il Milan vince 1 a 0 e riapre il suo girone: grazie a lui, Pioli è ancora vivo.

Com'è ancora vivo, per un pelo, Junior, passato difficile da adolescente in Brasile, con la dipendenza dall'alcol e un incidente d'auto gravissimo dal quale è uscito vivo per miracolo, nel giorno del matrimonio del fratello. Quella vita, però, non esiste più, anche se Messias ha dovuto combattere con altri fantasmi, come lo scetticismo generale con cui è stato accolto a Milanello dall'ambiente rossonero e dagli addetti ai lavori della serie A, dopo aver firmato nell'ultimo giorno di mercato il prestito dal Crotone (retrocesso in B) ai rossoneri.

Paolo Maldini e Ricky Massara, però, le menti capaci e brillanti del mercato milanista, ci puntano con decisione, impuntandosi anche con la proprietà, che privilegia investimenti solo su calciatori decisamente più giovani di un 30enne di fatto proveniente dalla serie inferiore.

L'inizio è disastroso per il brasiliano: due lesioni muscolari, tre mesi passati tra infermeria, tribuna e panchina. Solo 49' giocati. Fino a ieri. A Madrid è tornato ad essere il talento che dieci anni fa aveva notato, per primo, tra gli amatori, il tecnico Ezio Rossi, che portandolo in Eccellenza al Casale diede il via alla sua scalata. Ieri Rossi ha salutato così sui suoi social la favola di Messias: "felice per lui…orgoglioso di ciò che ho fatto per lui". La favola continua.

"Mi è venuto da piangere"

"Sono felicissimo soprattutto per la vittoria. Oltre all’esordio, è arrivato il gol nel momento del bisogno. Arrivavo da un momento difficile, ho avuto due lesioni di fila. Dopo il gol mi è venuto da piangere, mi è passato nella testa quello che ho vissuto. Pura emozione. Ho pensato a Dio, tutta la mia storia è scritta da lui. È stata la serata più bella della carriera, spero ne arrivino altre così. Dedico il gol alla mia famiglia e ai miei amici in Brasile, che saranno contentissimi. Ora siamo ancora vivi e dobbiamo lottare fino alla fine. Il Liverpool? Sarà difficile, dobbiamo restare umili e fare la nostra partita come oggi, abbiamo fatto benissimo dal primo all’ultimo minuto".

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