Sabato, 16 Ottobre 2021
L'analisi

Juventus, non era tutta colpa di Pirlo: confusione ed approssimazione, quello che manca è un vero progetto

Scelte frettolose e passi indietro, i motivi della crisi bianconera

Una vittoria sofferta, troppo sofferta, che non può nascondere tutte le difficoltà incontrate in questo avvio di stagione. La Juventus, contro lo Spezia, ha trovato il primo successo in questo campionato, dopo che nelle precedenti quattro uscite erano arrivati appena due punti. Un ruolino di marcia preoccupante, che apre tanti punti interrogativi sul progetto tecnico bianconero. E che, forse, riabilita la figura di Andrea Pirlo, gettato in pasto all'opinione pubblica come il principale (se non unico) responsabile del flop della passata stagione.

Juventus, un inizio di stagione al rallentatore

Sì, perché adesso Pirlo non c'è più, esonerato a maggio per far spazio al cavallo di ritorno Massimiliano Allegri, ma i risultati della Vecchia Signora non sono migliorati, anzi. Un avvio di campionato così sottotono, nella Torino bianconera, non si vedeva da anni, così come non si vedeva da anni una tale fragilità difensiva, con la Juventus fin qui mai capace di mantenere inviolata la propria porta negli impegni di campionato. E subendo sempre gol, si sa, difficilmente si vincono i campionati. 

In questo senso molto meglio aveva fatto proprio Pirlo, che aveva chiuso la passata stagione con la seconda difesa meno battuta del torneo, alle spalle soltanto dell'Inter campione d'Italia. Un dato che aveva permesso alla sua Juventus, seppur tra mille difficoltà, di conquistare almeno quel tanto agognato quarto posto che è valso la qualificazione in Champions League. Un traguardo che, unito alla vittoria della Coppa Italia, sembrava addirittura poter salvare la panchina dell'ex centrocampista, poi sacrificato per far nuovamente spazio ad Allegri.

Juventus, l'acquisto di Cristiano Ronaldo e il ritorno di Allegri: l'assenza di un vero progetto

Una mossa, quella di richiamare il tecnico livornese allontanato due anni prima, che è l'emblema del caos che regna in questo momento in casa bianconera: abbandonato per dar vita ad un progetto di gioco più "europeo" e moderno, Allegri è stato richiamato con la convinzione che bastasse cambiare allenatore per tornare a vincere, almeno in Italia. Lo stesso sbaglio che era stato commesso quando fu acquistato Cristiano Ronaldo, quando qualcuno, alla Juventus, pensava che sarebbe bastato assicurarsi le prestazioni di uno dei più forti calciatori al mondo per andare all'assalto della Champions League.

Ma così non è stato, anche perché, proprio per coprire le ingenti spese legate all'ingaggio del portoghese, la Juventus si è nel frattempo indebolita, lasciando partire giocatori capaci di fare la differenza per sostituirli con profili più giovani ma meno affermati. "Tanto c'è Ronaldo", avrà pensato qualcuno, dimenticandosi che il calcio è invece sport di squadra, dove non basta acquistare un giocatore o cambiare un allenatore per assicurarsi un risultato.

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