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Domenica, 29 Maggio 2022
Calcio

Lazio, verso la Juventus: il piano B di Sarri per l'attacco

L'allenatore biancoceleste spera di poter contare su Ciro Immobile, il cui impiego non è scontato. Con Pedro fruibile - forse - part-time, le alternative sono rappresentate dai giovani Moro e Romero o da Jovane Cabral

Il week-end “lungo” della Lazio comincerà da spettatrice interessata e si concluderà da protagonista. E, cosa non di secondaria importanza, da arbitro esclusivo del proprio destino. Il calendario ha diluito gli incontri che vedono impegnate le formazioni direttamente coinvolte nella lotta per un posto in Europa: la Roma apre sabato, poi c’è l’Atalanta domenica ed infine la Fiorentina nel tardo pomeriggio di lunedì. Una dislocazione temporale che permette di presentarsi, al cospetto della Juventus in serata, con una graduatoria già compilata nel prospetto a 90’ dalla fine, e che potrebbe pertanto già modificare gli equilibri che questo arrivo in parata ha creato.

La sostanza, però, non cambia: a prescindere dall’epilogo dei match in questione, sono i biancocelesti a poter autonomamente spalancare le porte per entrare nelle competizioni continentali del prossimo anno. Allo “Stadium” occorre vincere: i tre punti porterebbero la Lazio a quota 65, con la matematica certezza di piazzarsi almeno al sesto posto, che garantirebbe la partecipazione all’Europa League. Questo per evitare di rimandare l’appuntamento con l’Europa all’ultima domenica di campionato, quando all’Olimpico si presenterà il Verona. Ed a quel punto, basterà un pareggio per blindare il quinto posto: in caso, invece, di arrivo a pari punti, solo la Roma – in virtù della miglior differenza reti nel derby ma anche della classifica avulsa complessivamente migliore – riuscirebbe ad operare il sorpasso. Viola e nerazzurri starebbero dietro, vantaggio non di poco conto.

Sarri, per la trasferta in Piemonte, dovrebbe nuovamente poter contare su Pedro, che è tornato a lavorare in gruppo dopo i problemi che lo hanno tenuto fuori gioco nell’ultimo mese. Resta, però, l’incognita Immobile. Che scalpita per scendere in campo, ma è lontano dall’essere a posto fisicamente. Il tecnico biancoceleste, oltre a prendere in esame l’eventualità di sfruttare lo spagnolo a gara in corso, magari anche solo per uno scampolo di partita (qualora dia garanzie tali da essere inserito nell’elenco convocati), per fronteggiare il forfait del capitano ha due strade alternative da imboccare. La prima contempla il ricorso alla gioventù: ci sono Moro e Romero, trentasei anni in due e poco impiegati finora (270’ in serie A collezionati in diciotto apparizioni), peraltro mai dall’inizio. La seconda è rispolverare Jovane Cabral, visto all’opera solo un’ora ad Udine (dentro per l’infortunio di Pedro), nel pareggio contro i friulani. A quarantotto ore dalla Juventus, Immobile ha prudenzialmente svolto lavoro differenziato: filtra un cauto ottimismo, ma l’impressione è che solo la rifinitura darà le risposte definitive in merito al suo impiego.

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