rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024
Calcio

Champions League, le avversarie della Lazio nel Girone E: Celtic

Con l'attacco a trazione giapponese e l'esperienza di Hart tra i pali, la squadra della sponda biancoverde di Glasgow torna a disputare dopo sei anni la fase a gironi della Champions League, alzata nell'edizione 1966/67 sul prato di Lisbona

Ben 116 trofei conquistati in 130 anni di storia, passati ininterrottamente nella massima serie dall’anno della sua costituzione; primo club scozzese e britannico, oltre che nord-europeo, ad avere sia raggiunto che vinto la finale della Coppa dei Campioni, col valore aggiunto di averlo fatto con una squadra interamente proveniente dal vivaio e con giocatori tutti nati a meno di trenta miglia dal Celtic Park. In una Glasgow divisa tra “Bhoys” & “Gers”, come vengono soprannominati i giocatori delle due formazioni cittadine, il Celtic rappresenta la metà del cielo associata alla religione cattolica e sportivamente meno (di poco) titolata rispetto ai Rangers (di parte protestante), con cui dà vita all’Old Firm, il derby più antico del mondo calcistico, che si colloca a pieno titolo nella top ten delle sfide più sentite a livello internazionale.

Con la loro inconfondibile tenuta a strisce orizzontali bianche e verdi, The Celts sono stati i primi a festeggiare il “treble” – o triplete che dir si voglia – in un 1967 leggendario nella storia del calcio britannico, che regalò (oltre alla Glasgow Cup, competizione che metteva di fronte tutte le realtà cittadine e dismessa nel 1988) scudetto, le due coppe nazionali e soprattutto la Champions League, alzata piegando in rimonta 2-1 l’Inter a Lisbona. La doppietta nella principale manifestazione continentale per club sfumò nel 1970, a San Siro, nella sconfitta ai supplementari 2-1 contro gli olandesi del Feyenoord. E l’over time si rivelò nuovamente fatale nel 2003, in occasione della finale della Coppa Uefa di Siviglia, quando i biancoverdi si arresero 3-2 al Porto al termine di un cammino che li aveva visti estromettere dalla corsa al trofeo Blackburn, Celta Vigo e Liverpool.

Una delle caratteristiche del Celtic versione 2023/2024 è la presenza di un nutrita pattuglia del Sol Levante. Se in difesa Tomoki Iwata fatica ad accumulare minutaggio, così come Yuki Kobayashi a centrocampo, in mediana sta trovando spazio Reo Hatate, ventiseienne centrale già entrato nel giro della nazionale. Ma le stelle sono soprattutto Daizen Maeda e Kyogo Furuhashi: il primo è un esterno offensivo che ha concluso lo scorso anno in doppia cifra, e partecipato alla spedizione nipponica ai Mondiali del Qatar. Dove, abbastanza a sorpresa, mancava il secondo, ventottenne prima punta che nella Premier scozzese 2022/2023 ha vinto il titolo di capocannoniere ed ha chiuso la stagione a cavallo della rassegna iridata con 34 centri in 50 presenze.

L’esperienza in campo è garantita dal 36enne Joe Hart, conosciuto ai più per aver collezionato più di 350 presenze nel Manchester City ed aver difeso oltre 70 volte la porta della nazionale inglese. Il cuore scozzese batte nel pacchetto di mischia con la presenza Callum McGregor, un figlio di Glasgow con la fascia di capitano al braccio e colonna della nazionale. Ma attenzione anche alla freschezza ed all’impertinenza dell’ex stellina dell’Under 21 danese, Matt O’ Riley, tra i più in palla in questo avvio di stagione. In panchina, quel Brendan Rodgers che non ha bisogno di presentazioni, tornato dopo il quadriennio passato al Leicester (con cui ha vinto una Coppa d’Inghilterra ed una Supercoppa nazionale) in quel club che insieme a lui aveva festeggiato sette trofei in due stagioni e mezzo.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Champions League, le avversarie della Lazio nel Girone E: Celtic

Today è in caricamento