Sabato, 16 Ottobre 2021
Calcio

Lazio dominante in Europa League, ma il meritato riposo è forse inadeguato?

A margine del convincente 2-0 con cui i biancocelesti hanno regolato la Lokomotiv Mosca, prosegue il battibecco tra la Lega ed un Sarri che considera troppo vicina la collocazione oraria domenicale per la sfida di Bologna

Esame Lokomotiv superato a pieni voti, per una Lazio che piazza un convincente “uno-due” tra campionato ed Europa League. Dopo i tre punti conquistati nel derby, che hanno permesso ai biancazzurri di accodarsi al treno delle migliori in classifica, arriva il bottino pieno anche in quella rassegna continentale che aveva visto la formazione di Sarri partire con il piede sbagliato.

La prestazione contro i russi ha soprattutto sgomberato il campo da ogni possibile equivoco: il “colpo” nel match con la Roma è stato perfettamente doppiato da quello inferto alla Lokomotiv, dominata sotto il profilo del gioco. Prima il gol di Toma Baši? – debutto da titolare e subito a segno - poi diligenza ed ordine nel contenere la sfuriata ospite che prende corpo alla mezz’ora (due occasioni per Smolov a cui si oppone Strakosha di piede e poco dopo Hysaj a due passi dalla porta), ed infine raddoppio di Patric con abbuffata di occasioni in una ripresa a senso unico. Al punto da suggerire a Sarri un “dispiace che sia finita con solo due gol di scarto” nell’immediato dopo gara.
Il confronto di Europa League conferma anche quanto siano acuminate le ‘frecce’ dell’attacco baincoceleste, Felipe Anderson e Pedro, col primo a fare danni a destra (con la collaborazione di un Lazzari in palla) ed il secondo ad imperversare sul fronte offensivo mancino. Da una loro combinazione è nata la prima rete, tanto scompiglio seminato nella retroguardia avversaria ed un clamorosa traversa colpita dall’iberico, che con i suoi 34 anni riportati sulla carta d’identità (e 25 trofei in bacheca, tra cui la doppietta Europeo-Mondiale sia col club che con la nazionale) solfeggia in mezzo al campo con l’entusiasmo di un ragazzino.

Note stonate, innanzitutto lo stop di Immobile, prudenzialmente uscito alla fine della prima frazione di gioco dopo un fastidio avvertito al flessore della coscia destra che ha quindi consigliato uno stop immediato. Saranno gli esami diagnostici a fare luce sull’accaduto, con l’augurio di tutto l’ambiente che Ciro si sia...fermato in tempo. Ed in seconda battuta, la vicinanza eccessiva del prossimo impegno in campionato a Bologna. Con tanto di botta e riposta a distanza tra il tecnico biancoazzurro e la Lega – a cavallo del match con la Lokomotiv - sulla conoscenza del regolamento e delle norme emanate: troppo poche le 61 ore di distanza tra l’impegno europeo e il “lunch-match” del Dall’Ara per Sarri, il quale avrebbe preferito una collocazione oraria diversa facendo appello al buon senso, tutto regolare per l’organo competente con le 48 ore di distanza rispettate. "Hanno deciso così e bisogna adeguarsi", chiosa il mister. Che si gode la sua Lazio “guerriera”, il cui riposo meritato è però un po’ troppo corto.

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