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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Calcio

Lazio-Marsiglia 0-0, perché ora la strada europea diventa in salita

Con il Galatasaray che ha consolidato la prima posizione nel girone E di Europa League, i biancoazzurri sono obbligati a fare il blitz al Velodrome per ipotecare la qualificazione. Ma non sarà semplice: ecco perché

La strada europea della Lazio, ora, diventa più ripida. E passerà per il Velodrome di Marsiglia, nel return-match in programma tra due settimane, in una sfida che assume quasi i connotati di incontro ad eliminazione diretta, tenendo conto che – espugnando Mosca – al Galatasaray basterà nuovamente piegare i russi in Turchia per mettere in cassaforte la qualificazione al turno successivo. Salvo sorprese, le due formazioni sulla carta più performanti del Girone E si troveranno dunque a spareggiare per proseguire il cammino in Europa League.

Il primo intoppo, puntando i fari sul match in terra transalpina, arriva dall’oggettiva impossibilità palesata dalla Lazio di coniugare adeguatamente ritmi elevati con la logica di un turn-over necessario, obbligato da un calendario serrato. Lo si è visto nella prima metà di gara, in cui i biancocelesti sono sembrati distanti dall’intensità messa in mostra nella partita con l’Inter, lasciando il possesso palla al Marsiglia – perlopiù sterile grazie anche alla gara attenta disputata da Luiz Felipe ed Acerbi – e non risultando pericolosa. E non è un caso che l’ingresso di forze fresche (su tutti Luis Alberto, identica mossa effettuata contro i nerazzurri ma stavolta senza lo stesso epilogo) abbia avuto come immediato riscontro un aumento del volume di gioco offensivo ed abbia incrementato la mole di lavoro tra i pali di Lopez.

Il secondo problema è legato alla struttura di un Marsiglia difficile da...interpretare, anche perché privo di quella rigidità tattica che alcuni allenatori impongono. Il 3-3-3-1 di Sampaoli è in realtà uno modulo ad alto coefficiente di dinamismo, trasformabile in un 4-4-1-1 in fase difensiva fino ad uno spregiudicato 3-4-3 con Under a spingere in supporto a Milik – riferimento fisso in avanti – a cui Payet fornisce un appoggio costante. Il pacchetto arretrato dei francesi è però sembrato tutt’altro che irresistibile, è andato in apnea nella ripresa, soffrendo quelle verticalizzazioni invocate da Sarri per prenderlo di infilata, bucato da Immobile (gol annullato per off-side), è stato salvato da un incrocio dei pali e di fronte al forcing costante dei padroni di casa ha barcollato restando però in piedi. E la sensazione è che al Velodrome serva quindi maggiore aggressività e meno attendismo, per provare a spingere alle corde il Marsiglia.

Il terzo è legato a questo andamento “sinusoidale” che sta caratterizzando la stagione della Lazio. Un viaggio nelle montagne russe tra la “combo” del derby vinto ed il 2-0 con la Lokomotiv e il tracollo di Bologna, tra il convincente successo con l’Inter e questa mancata affermazione col Marsiglia che rallenta il tragitto verso la fase ad eliminazione diretta dell’Europa League. Lo ha dichiarato anche Sarri in conferenza stampa: “E’ una squadra che anche in passato ha avuto periodi devastanti dopo una serie di vittorie, momenti brillanti e momenti in cui faceva fatica. Può essere qualcosa di insito nel gruppo”. La ricerca della continuità, pertanto, prosegue anche nel corso di questo ciclo di ferro. Continuità di gioco, di risultati e anche a livello mentale, che avrebbe come ricompensa quel salto di qualità che sembra sempre essere a portata di mano.

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