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Domenica, 26 Maggio 2024
Calcio

Lettera aperta a Gareth Bale (e ai suoi muscoli scomparsi)

Il fuoriclasse gallese, penalizzato da reiterati problemi fisici, è lentamente finito ai margini di un Real Madrid che negli anni passati lo ha visto splendido protagonista di un ciclo vincente

Il fuoriclasse gallese Gareth Bale, penalizzato da reiterati problemi fisici, è lentamente finito ai margini di un Real Madrid che negli anni passati lo ha visto splendido protagonista di un ciclo vincente. Uno dei più forti giocatori del mondo, colui che una decina di anni fa segnò per primo il confine tra il calcio "di prima" e quello iper-atletico di oggi, è ormai lontano dalla ribalta mediatica, ribalta che tra l'altro non ha mai amato né cercato. Poco considerato da Ancelotti, ma senza polemiche. Pensa al ritiro a soli 32 anni. Le immagini degli ultimi allenamenti fanno il giro dei social. La sua carriera è finita? 

Lettera aperta a Gareth Bale

Caro Gareth,

è un pezzo che non ti si vede, che non ti si applaude. Verrebbe da chiedersi come stai, ora che sui social e sui giornali sono rimbalzate quelle foto che ti vedono dimagrito, asciutto, apparentemente lontano da quella sorta di androide sbarcato da chissà dove, splendido connubio tra forza ed elasticità muscolare che arava la fascia correndo a quasi quaranta all’ora, con quella falcata da quattrocentista che rimarcava la distanza tra te ed un terzino terrestre tutto sbuffi e frustrazioni nel provare ad inseguirti.

Sappiamo che sei di nuovo al Real, quello sì, ma i problemi fisici hanno obbligato quella macchina perfetta che eri ad una prolungata sosta ai box. Non giochi da agosto, un’oretta col Betis, ti hanno inquadrato in panchina a metà dicembre nel derby con l’Atletico e poi ci si è messo il Covid, una settimana fa eri lì a bordo campo nel 2-2 con l’Elche. Ci dicono che i tuoi test fisici sono comunque ottimi, che sei tornato ad allenarti in gruppo, forse per l’ultimo semestre visto che le voci di una tua partenza dalla Spagna sono sempre più insistenti, che il tuo contratto non sarà rinnovato e da giugno non sarai più un “galactico”.

Stiamo sentendo i “rumors” di un tuo possibile ritiro, sai? So già che non ci farai questa confidenza: sei sempre stato molto riservato, geloso della tua vita privata, restio a mettere in piazza la tua quotidianità come davanti all’obiettivo i tuoi muscoli, a differenza di altri, poco propenso a fare tardi la sera e lontano dai vizi come fumo e alcool, sempre a differenza di altri. E forse per questo il non vederti sul campo ci rattrista ancora di più. Perché quella normalità fatta di timidezza, tanto da arrossire ancora, a volte, davanti ad un microfono, data dalla paura dei ragni e dalla poca voglia di mondanità, apertamente in contrasto con l’eccezionalità delle tue doti non solo fisico-atletiche ma anche tecniche, ci ha fatto sentire più vicini a te. Molto più di quanto non siamo riusciti a fare copiandoti quell’acconciatura trendy (il mio parrucchiere mi prende ancora in giro) o indossando la tua maglia nel calcetto del giovedì con gli amici, che peraltro io conservo gelosamente tra i cimeli.

Hai vinto tutto, Gareth. Sedici trofei in sette anni coi “blancos”, più una Coppa di Lega al Tottenham ad inizio carriera dove poi sei tornato la stagione scorsa, timbrando sedici reti in 34 presenze, che è tanta roba. Non sappiamo se passerai la mano, magari per concludere il tuo cammino vicino casa senza l’onere di dover ancora rimpinguare la tua già fornitissima bacheca, e goderti ancora di più la tua famiglia, costruita con la tua fidanzata Emma - poi sposata in gran segreto vicino ad Ibiza - conosciuta quando frequentavi il Liceo e non eri ancora "The Cardiff Express" sui prati verdi della Premier. Ma in un calcio in cui la parte atletica sta sempre più diventando predominante, a volte penalizzando quella tecnica, hai per primo rappresentato la sintesi tra le due anime. Un’impresa eccezionale che, per un supereroe come te, è stata la normalità. Normale sempre, banale mai.

Buona fortuna, Gareth. E grazie di tutto.

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