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Lunedì, 22 Aprile 2024
Calcio

Roma, ancora tu e ancora Mou: in finale europea tra pullman parcheggiati e lacrime

Una seconda finale continentale che vale tanto, anche dal punto di vista del ritormno economico, ed ottenuta da un gruppo granitico compattatosi, nonostante le difficoltà, dietro al suo condottiero lusitano

La specialista di Europa League contro lo specialista delle coppe continentali. Due mondi contro, due modi diversi di sentirsi cucita addosso l’etichetta di “special”, due realtà che si scontreranno in una sfida stile Highlander, perché a Budapest effettivamente ne resterà una sola. Al Puskas Park sarà Siviglia versus Mourinho, e questo senza nulla togliere alla squadra, perché come precisato da capitan Pellegrini nella dolce notte di Leverkusen, è il tecnico portoghese l’artefice di tutto questo. Ha pilotato la Roma alla conquista della Conference League lo scorso anno, ed ora nonostante una squadra ridotta ai minimi termini per una pazzesca sequenza di problematiche fisiche, è comunque riuscito a condurla per mano alla seconda finale europea consecutiva. Lo ha fatto parcheggiando il pullman davanti alla porta come l’Europa, a cominciare dalla Champions, gli ha già visto fare, senza nemmeno andare troppo indietro col nastro della memoria (anche a San Sebastian contro la Real Sociedad la partita fu del tutto simile). Ma di fronte alle accuse di scarsa spettacolarità, di versione riveduta e nemmeno tanto corretta di catenaccio, si possono anche fare orecchie da mercante. Perché il fine, o meglio la finale, giustifica i mezzi, e non serve dare lezioni di estetica applicata in campo per raggiungere lo scopo.

Ed in fondo, al di là del prestigio anche internazionale che deriva dall’aver nuovamente conquistato una finale europea (che esattamente come la presenza di Mou, può produrre appeal a livello di mercato), c’è anche da valutare il notevole tornaconto economico che scaturisce dall’aver messo in tasca il biglietto d’ingresso per la supersfida in programma nella capitale ungherese. Che vale, da sola, quasi 5 milioni di euro, che vanno in coda ai premi UEFA già iscritti a bilancio per aver partecipato (oltre 3,5 milioni), per i risultati conseguiti nella Pool eliminatoria, per le partecipazioni a spareggio, ottavi, quarti e semifinali (complessivamente circa 4,5 milioni). Somme a cui vanno aggiunti il bonus legato al ranking storico e quello relativo alla ripartizione tra federazioni del Market Pool, in sostanza il bacino di mercato per la vendita dei diritti televisivi nei singoli paesi, che in linea di massima dovrebbe ammontare ad una cifra nell’ordine dei quattro milioni, o giù di lì. Conteggio che inoltre non contempla gli incassi al botteghino, altra notevole entrata in considerazione dei ripetuti sold out garantiti dal popolo giallorosso.

Il calore dei tifosi romanisti sarà, peraltro, una delle armi migliori che la squadra avrà a disposizione nello showdown di fine mese contro gli spagnoli. Dai primi calcoli, sono circa 20mila le persone virtualmente in fila per assicurarsi un posto alla Puskas Arena per la finale. Un’invasione giallorossa a confermare, qualora ce ne fosse bisogno, l’incredibile entusiasmo generato dalla seconda campagna europea che la Roma sta affrontando, dopo quella gloriosamente conclusa dodici mesi fa. Il conto alla rovescia, insomma, è già cominciato: i sogni, invece, non si sono mai interrotti.

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