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Sabato, 4 Dicembre 2021
Calcio

Luis Alberto, il "Mago" si riprende la Lazio

Diverse panchine a metà ottobre, poi quattro match da titolare in cui i biancazzurri hanno vinto e convinto all'Olimpico sfiorando il colpaccio a Bergamo e Marsiglia

Rieccolo, il “Mago”. “Particolare, ma intelligente”, lo ha definito Sarri nella conferenza stampa post-Salernitana. Ma ora, anche insostituibile o quasi, come testimoniano le ultime uscite che hanno visto l’allenatore campano affidargli con continuità una maglia da titolare. A differenza insomma di quanto accaduto prima, con il minutaggio risicato - tra campionato ed Europa League – ammucchiato partendo dalla panchina e il commento del tecnico dopo il pareggio interno col Marsiglia che aveva sottolineato la presunta incompatibilità nel centrocampo tra lo spagnolo e Milinkovic-Savic.

Presunta, infatti. Perché nella serie di risultati utili inanellati dai biancazzurri nelle ultime sfide pre-sosta, il tocco del Luis da San José del Valle c’è, con o senza Milinkovic nel pacchetto mediano. Nel tempo e mezzo disputato al Velodrome ed a Bergamo e nei 90’ giocati all’Olimpico contro Fiorentina e Salernitana. Quattro partenze nell’undici titolare, due vittorie e due pareggi (ma il bilancio sarebbe potuto essere 4-0 qualora i dieci minuti finali non avessero riequilibrato le sorti delle due trasferte). Con tanto di gol segnato ai campani a sigillare il 3-0, ciliegina sulla torta di una prestazione da leccarsi i baffi.

“Arriva un momento in cui ogni giocatore viene messo in discussione”, ha dichiarato Luis Alberto nell’immediato dopo partita. Storia recente, nel suo caso, visto che le reiterate panchine avevano iniziato a dar fiato addirittura alle voci di una sua possibile partenza da Roma, sebbene l’elevata valutazione data dalla società renda complesso sedersi al tavolo delle trattative. Ma non si è “maghi” per caso: imprimere una brusca accelerazione a quel processo di adattamento al “Sarrismo”, all’inizio poco digerito, è stato allora un sorta di incantesimo. Disciplina tattica, determinazione e classe a mescolarsi in un cocktail che sta trasformando lo spagnolo in una mezzala ancora più “tuttocampistica”, se rapportata alla metamorfosi già iniziata con Inzaghi alla Lazio, il quale aveva già cominciato ad arretrarne il raggio d’azione (da trequartista e seconda punta a perno della mediana) con libera concessione allo sfoggio della sue sortite offensive.

Di questo Luis Alberto, non nuovo, ma rigenerato in una sorta di versione 2.0, la Lazio probabilmente non può fare a meno. Ora che la maggiore attenzione alla fase difensiva, la migliore mobilità e la lucidità non appannata dal sudore della corsa ne fanno un valore aggiunto. Come, del resto, sottolineato dal suo compagno di squadra Acerbi: “Sulla determinazione e sulla grinta poche volte l’ho visto così”. Ben ritrovato, “Mago”.

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