Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Calcio

Marco Verratti, adieu serie A: "Chiuderò la carriera nel Psg"

Il centrocampista della Nazionale ha frantumato ogni record con il club parigino. L'abruzzese si racconta a France.Info: "Questa maglia e questa città mi hanno dato tutto. L'Italia? L'Europeo una gioia che porterò sempre con me, ma ora sotto con Qatar 2022"

Nove anni di Psg e un record dopo l’altro: Marco Verratti è il giocatore più vincente della storia del club parigino (27 titoli), quello ad aver vinto più scudetti (7 trionfi in Ligue1) e Coppe nazionali (6 volte la Coppa di Francia, 8 la Supercoppa, 6 la Coppa di Lega). Il centrocampista abruzzese, 29 anni il prossimo 5 novembre, è il nuovo Re Sole. “Le football c’est moi”, potrebbe essere il suo motto ricalcando quello di Luigi XIV.

Adesso, però, il talento italiano più famoso dall’altra parte delle Alpi deve consacrarsi a livello Europeo con il club della sua vita, sfruttando la presenza delle stelle Messi, Neymar e Mbappe, a cui ripulisce e rifinisce i palloni da tramutare in oro.

La serie A, insomma, non è nei suoi piani. E mai lo sarà. “Chiuderò la mia carriera da calciatore qui a Parigi – ha annunciato parlando a France.Info – . Questo club mi ha dato tutto. Dal punto di vista calcistico, ho avuto la possibilità di giocare con e contro grandi campioni, in grandi partite, è quello che volevo soprattutto. Mi sono innamorato di questo club ed è per questo che cerco sempre di dare il massimo, per ripristinare la fiducia che mi è stata data. Ero un ragazzino che veniva da un piccolo paese di provincia italiano e qui avevo tutto. I miei figli sono nati qui. Quando hai poco più di 18 anni, quelli sono i tuoi anni migliori. E li ho vissuti qui. È stato stupefacente. Sono diventato un uomo e ho trovato l’amore. Quindi tutto ciò che ho vissuto qui mi lascerà ricordi incredibili. Chiuderò la carriera con il Psg”.

Dopo l’Europeo a Londra, un periodo fortunato in amore (il matrimonio con la modella francese Jessica Aidi) ma non sul campo, con diversi problemi fisici. “Spero di aver chiuso il mio conto con la sfortuna – dice – . Mi sento meglio e contro il City penso si sia visto. Le parole di Guardiola? Sono felice, sentir parlare lui di calcio è un piacere. Com’è un piacere veder giocare le sue squadre”.

A proposito di City e di Champions. Verratti ha aggiunto al suo album delle figurine sbarcate a Parigi anche un certo Leo Messi. “La vita mi ha dato l’opportunità di giocare qui ogni giorno con il più grande giocatore del mondo. Fisicamente è molto bravo, e con la palla sta ancora meglio. Quando siamo con lui, dimentichiamo la sua età. Era così forte quando giocava contro di noi che ora ne approfitteremo”.

Dopo aver vinto quasi tutto con il club parigino (ora il pallino è la Champions), ha alzato al cielo la Coppa di Campione d’Europa con l’Italia. “Queste sono cose che rimarranno con me per tutta la vita. È la più grande emozione che ho vissuto nel calcio. Vincere con la Nazionale è così diverso. Giochi con i tuoi amici, davanti alla tua famiglia, per il tuo paese. Juve, Inter, Milan: tutto questo non esiste più. Dal bambino alla nonna ottantenne, c’erano tutti. Ed è una grande emozione vincere l’Europeo contro gli inglesi, in casa loro, e tornare a Roma, ritrovare i propri figli, tutta quella gioia. Tengo tutto dentro di me. Questa vittoria mi ha fatto crescere, mi ha reso più maturo. Il calcio per me resta un gioco, a prescindere dalle sconfitte e dalle vittorie. Ma tutti dovrebbero vivere un’esperienza del genere. Da bambino immaginavo che avrei passato tutto questo e sono fortunato che sia diventato il mio lavoro”.

La prossima sfida è il Mondiale in Qatar: “Un’altra esperienza che sarà anche impegnativa, essendo seri e giocando davvero l’uno per l'altro. È il nostro segno distintivo che nessuno ci toglierà. Adesso questo è l’obiettivo e dobbiamo dare il meglio di noi stessi per raggiungerlo”.

Per un giocoliere del calcio come il centrocampista abruzzese, la filosofia di Roberto Mancini è stata una dolce sinfonia: giocare divertendosi. “A volte ci dimentichiamo che questo è uno sport che avremmo fatto comunque, anche alle 8 di sera dopo il lavoro, come fanno milioni di persone. Non smetto mai di divertirmi su un campo da calcio, anche quando c’è molta pressione, la posta in gioco è alta, non ho mai perso il gusto di divertirmi e non lo perderò mai. Ecco perché mi sveglio ogni giorno. Certo che c’è da lavorare, ma in campo devi dare la sensazione di dominare la pressione e il pallone. Che si tratti di una finale di un Campionato Europeo o di un’amichevole, devi sempre divertirti. E vincere, perché è quello che ami di più al mondo”.

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