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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Calcio

Marsiglia-Lazio, clima arroventato: frontiere francesi chiuse ai tifosi biancocelesti

Fa discutere l'ordinanza emanata dal Ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin, che in vista del match di giovedì di Europa League ha vietato l'ingresso in tutto il territorio transalpino ai supporters laziali

Qualora i proverbi rappresentino effettivamente la saggezza dei popoli, il famoso “buongiorno” scorto dal mattino dovrebbe essere il preludio ad un novembre caldo sul versante laziale, decisamente diverso da quello meteorologicamente in atto. L’ultima fatica di ottobre ha lasciato in eredità il punto preso a Bergamo, nel match contro l’Atalanta, ma anche le polemiche per il lancio di oggetti e monete all’indirizzo di Reina – estremo difensore biancazzurro - ai cui autori, individuati con l’ausilio delle telecamere del Gewiss Stadium, è stato notificato il Daspo per 5 anni ciascuno firmato dal questore Maurizio Auriemma, A quanto si apprende, la Lazio non dovrebbe presentare ricorso: si attendono ora le decisioni della giustizia sportiva, che potrebbe usare la mano pesante nei confronti della società bergamasca con sanzioni economiche ed eventuali chiusure del settore o addirittura dell’intero impianto.

Altrettanto bollente è il fronte europeo, con il match di Europa League contro il Marsiglia - in programma giovedì sera - determinante per il prosieguo dell’avventura europea. Ad arroventare il clima dela sfida è infatti arrivata l’ordinanza del Ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin, che vieta l’accesso “ai tifosi della Lazio o a chi si presenta come tale” non solo al Velodrome di Marsiglia per assistere all’incontro, ma addirittura all’interno dell’intero territorio francese dai posti di frontiera stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali, da mercoledì 3 a giovedì 4 novembre. Decisione motivata “a causa del comportamento violento di certi gruppi di tifosi della Lazio, che regolarmente creano problemi nei centri cittadini e nei dintorni degli stadi dove si gioca”, menzionando il precedente di tre anni fa (25 ottobre 2018, quattro persone vennero accoltellate la sera prima del match, in scontri che coinvolsero quasi 200 persone) e citando anche “l'abitudine” di alcuni supporter biancocelesti di “intonare canti fascisti e di fare il saluto nazista”

Immediata la replica della società biancoceleste: “La decisione del Ministero dell’Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende – si legge nella nota - ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d’andata. A stupire sono piuttosto le modalità di applicazione dell’ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni (di cui è stata data notizia anche sui tg nazionali): la Lazio non può accettare un’offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste ed alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi. La Società Sportiva Lazio ha sempre posto in essere iniziative tese a promuovere i principi valoriali dello sport ed il superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico, etnico e religioso come è stato ampiamente riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali”.
La società biancoceleste auspica inoltre un immediato chiarimento da parte delle istituzioni francesi, nonché “una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani, a prescindere dall’essere tifosi o meno e dai colori delle proprie bandiere”.

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