Giovedì, 29 Luglio 2021
Futuro incerto

Messi, il ''disoccupato'' di lusso: tutte le anomalie del nuovo contratto

Lo scorso primo luglio è scaduto il contratto ''monstre'' che legava l'argentino al Barcellona, con la Pulce che si trova di fatto tra gli svincolati. Il club blaugrana pensa al rinnovo, ma deve studiare una formula che rispetti i nuovi paletti della lega calcio spagnola, nel frattempo, City e Psg attendono il momento per potersi inserir

Lionel Messi (Foto Ansa)

Puoi chiamarti anche Lionel Messi ed essere il calciatore più famoso e ricco del mondo, ma in tempi di crisi (anche nel calcio) il rischio di rimanere senza contratto non risparmia nessuno. È proprio il caso del fenomeno argentino, che lo scorso primo luglio ha visto scadere il contratto che lo legava al Barcellona, senza aver ancora firmato un eventuale rinnovo con il club blaugrana. Al momento la ''Pulce'' sta trascinando l'Argentina in Coppa America a suon di gol e assist, in uno status da svincolato di lusso. Nulla di strano quando si tratta di calciatori meno rinomati, magari a fine carriera o in rotta con il club, ma se di mezzo c'è uno come Lionel Messi la questione prende tutta un'altra piega.

Messi-Barcellona: come siamo arrivati alla scadenza

Allo stato attuale delle cose Lionel Messi è senza squadra, libero di firmare con qualsiasi club gli offra un contratto, senza andare incontro alle penali previste dal precedente accordo, quello scaduto appunto lo scorso 30 giugno. Un contratto a dir poco mostruoso che ha portato Messi a guadagnare in quattro anni 555.237.619 euro lordi (circa 139 a stagione), cifre che farebbero impallidire qualsiasi datore di lavoro e che, di fatto, hanno messo in grave difficoltà il club blaugrana. Infatti, se è vero che Messi ha portato trofei e prestigio al Barcellona, unica squadra di cui ha vestito la maglia da professionista, sulla 'bilancia'' vanno messi (scusate il gioco di parole) anche  i limiti economici a cui devono sottostare le i club e le singole situazioni finanziarie. 

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Dimenticando per un attimo i soldi, che per Messi non saranno sicuramente il problema, in questa situazione entra in gioco anche il legame tra il club e il calciatore, un matrimonio che, nonostante l'attuale situazione, appare difficile che possa finire così, con un ''arrivederci e grazie'' e il termine di una carriera a tinte esclusivamente blaugrana non così lontana. La voglia della Pulce di concludere con quei colori addosso questo lungo viaggio con il pallone tra i piedi e il desiderio del Barcellona di trattenere il numero 1o non sono in discussione ma, per chiudere la parentesi romantica, il problema è proprio economico.

Le ''anomalie'' del nuovo contratto 

Sarebbe da folli pensare che il presidente Laporta non abbia già pronta una proposta di rinnovo per Messi, infatti, quello che al momento ''stoppa'' la firma (al di là degli impegni di Leo con la nazionale) è il taglio agli ingaggi che la Lega calcio spagnola avrebbe imposto ai blaugrana, che dovrebbero passare dai quasi 350 milioni di euro l'anno per gli stipendi a circa 160. Con questo tetto da rispettare, prima di poter firmare un nuovo contratto con Messi, il Barca deve tagliare da altre parti: proprio per questo motivo gli spagnoli stanno cercando di vendere (e in alcuni casi anche di svendere) diversi pezzi pregiati della rosa, da Pjanic a Coutinho, passando per Umtiti e Griezmann. Messi vuole rinnovare per almeno altri due anni, ma in questa situazione il Barcellona deve trovare la formula ideale per ufficializzare il rinnov0 senza trasgredire le indicazioni della Lega che, come specificato dal presidente Javier Tebas, non farà eccezioni neanche se questo si dovesse tradurre in un trasferimento di Messi all'estero. Veniamo adesso al nuovo contratto a cui sta pensando il Barcellona: per spalmare su più anni l'ingaggio faraonico previsto per la ''Pulce'', i media spagnoli parlano di un piano lungo 10 anni. I primi due da calciatore, come richiesto dallo stesso Messi, e i restanti otto come dirigente e ambasciatore del club. Un modo per cucire per sempre i colori del club catalano sulla pelle di Messi, tenere alla larga tutti gli estimatori del fantasista e allo stesso tempo aggirare i paletti della Lega spagnola senza troppi sacrifici.

City e Psg alla finestra

Dato per scontato che qualsiasi club vorrebbe avere in squadra Lionel Messi, al momento sono soltanto due le compagini che potrebbero permettersi di sborsare fior fior di milioni per l'argentino: il Psg e il Manchester City. I due colossi, come riportato dal Mundo Deportivo, sono in attesa di uno spiraglio, di una crepa tra il Barcellona e il giocatore, ma intanto si muovono in modo diverso. In questa sessione di mercato i parigini hanno già fatto un'ampia spesa tra gli svincolati di lusso, accaparrandosi a parametro zero il portiere ex Milan Donnarumma, il difensore del Real Madrid Sergio Ramos e il centrocampista olandese Wijnaldum. Messi si andrebbe ad aggiungere alla lista dei campioni di Nasser Al-Khelaïfi, che potrebbe così ricomporre la coppia composta da Messi e Neymar, insieme agli altri argentini Icardi e Di Maria. Ma proprio per le operazioni già concluse, che in termini di ingaggio per i calciatori sono state tutt'altro che economiche, il Paris potrebbe trovarsi costretto a rinunciare a Mbappe, corteggiato dal Real, per avere la disponibilità economica per accogliere Messi. 

Diverso il discorso del City, dove l'argentino ritroverebbe il tecnico Pep Guardiola, che già durante la scorsa estate aveva tentato di portarlo in Premier dopo lo ''strappo'' tra Leo e Bartomeu. Le cose poi andarono in modo diverso, ma se mai ci fosse una possibilità di partecipare ad un'asta per il 10 argentino la squadra di Manchester sarebbe senza dubbio in prima fila, potendo contare su grandi capacità economiche e la prospettiva di giocare in Inghilterra per poi concludere la carriera negli Stati Uniti.

Un intreccio complesso tra regole, denaro e sentimenti che in questo momento vede favorito il Barcellona, una maglia che per Messi rappresenta una seconda pelle. Il presidente Laporta si è mostrato fiducioso alla tv spagnola, commentando con un semplice "tutto procede bene", ma se i catalani non riusciranno a trovare la formula giusta per accontentare Lega e calciatore, siamo sicuri che uno come Leo non resterà disoccupato a lungo.

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