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Martedì, 31 Gennaio 2023
MONDIALI QATAR 2022

Mondiali 2022: gli...spettatori non paganti. Chi non è mai entrato (o lo ha fatto per pochi secondi)

Sono complessivamente 158, su 832, i giocatori che non hanno messo piede in campo, tra cui alcuni nomi celebri. Ma c'è anche chi ha collezionato il gettone di presenza entrano all'ultimo minuto di recupero

L’importante è partecipare, come disse il barone Pierre de Coubertin. Ed il fascino rappresentato dal vivere in prima persona la più importante manifestazione calcistica del pianeta, quale è il Campionato del Mondo, ha reso la presenza a Qatar 2022 un’esperienza indimenticabile. Che, però, per un gruppo cospicuo di giocatori, si è limitato ad un semplice “io c’ero”, senza essere riuscito a fornire un contributo tangibile alla propria nazionale di appartenenza. Degli 832 iscritti nelle liste consegnate alla Fifa, sono infatti 158 gli atleti che hanno rivestito il ruolo di...spettatori non paganti, restando sempre a bordo campo a trepidare in panchina senza poter calpestare l’erba dei rettangoli di gioco qataregni. Nella lista figurano perlopiù portieri – ben 59 – visto che ben 27 c.t. su 32 hanno utilizzato sempre il titolare tra i pali, ma a quota zero presenze non mancano alcuni elementi ben conosciuti nel panorama calcistico internazionale, così come c’è anche chi ha voluto concedere una passerella a tutti i convocati volati in Qatar.

Il “coinvolgente” Brasile e la rigidità del Galles

Pur restando fuori dalla cerchia delle migliori, il Brasile un primato lo ha comunque ottenuto. La formazione verdeoro è riuscita infatti a regalare minutaggio a tutti i 26 a disposizione del c.t. Tite. Si è infatti ritagliato uno spazio persino uno dei senatori, il terzo portiere Weverton del Palmeiras (dieci minuti in campo contro la Corea Del Sud), oltre ad Everton Ribeiro, 35 minuti contro il Camerun che ha visto tra i pali il secondo portiere Ederson. Record solo sfiorato dal Marocco quarto classificato, che complici gli infortuni (si sono fermati quattro dei cinque difensori centrali) ha dato fondo alla rosa con 25 pedine messe sullo scacchiere in sette gare, tenendo fuori solo il terzo portiere Tagnaouti. Detto anche di un’Arabia Saudita che ha ruotato la quasi totalità dei suoi effettivi, nonostante abbia avuto solo le tre partite del girone eliminatorio per farlo (a parte due portieri, solo Abdullah Otayf ha totalizzato zero ingressi in campo), al primo – o ultimo – posto di questa singolare classifica c’è il Galles. Appena 15 su 23 i giocatori di movimento usati, comprendendo Ben Sorba Thomas utilizzato per un solo minuto.

Dammi solo un minuto, un sorso di...campo

Ma l’ala gallese dell’Huddersfield Town non è il solo ad aver avuto una manciata di secondi per sentirsi partecipe della spedizione mondiale. E’ capitato anche ad Ardon Jashari, mediano del Lucerna, nel confronto giocato dalla Svizzera contro il Portogallo che ha fatto calare il sipario sul Mondiale degli elvetici, ed all’attaccante saudita Haitham Asiri, dentro nel finale dello storico 2-1 all’Argentina. Un minuto sul rettangolo di gioco anche per il difensore centrale della Costa Rica, Daniel Chacón, nel match contro il Giappone, e per il suo connazionale Raon Wilson, in campo nell’ultima apparizione dei Ticos in Qatar contro la Germania. Stessa, povera, passerella anche per la stellina del Dortmund, il fresco diciottenne Youssoufa Moukoko, gettato nella mischia poco prima del triplice fischio finale nella sconfitta con la selezione nipponica. Ma nella Mannschaft c’è anche un curioso caso: quello di Matthias Ginter, difensore del Friburgo, ad un passo dal centrare un singolare filotto. E’ infatti stato convocato per due edizioni consecutive (2014, quando ha anche alzato la Coppa, e 2018) senza mai scendere in campo. Il c.t. teutonico Flick ha...scongiurato il tris: dentro agli sgoccioli della sfida con la Costa Rica: Germania eliminata, ma almeno maglietta che può considerarsi usata, dopo quelle intonse delle due precedenti rassegne iridate.

Gli illustri assenti: un Mondiale in panchina

C’è chi era in lista – senza peraltro essere stato poi depennato – ma problemi fisici ne hanno fatto terminare subito l’avventura iridata (è il caso, eclatante, di Karim Benzema), e c’è chi per scelta tecnica non ha potuto dare il suo contributo. Nonostante, come è il caso del danese Yussuf Poulsen, avesse comunque collezionato una settantina di gettoni con la sua nazionale, o avesse convinto con la maglia del proprio club come la stella dei Leicester, James Maddison, escluso dalle rotazioni offensive dell’Inghilterra. La concorrenza più o meno spietata e le convinzioni dell’allenatore hanno tagliato fuori anche i centrali croati Erlic e Vida, superati nelle gerarchie dagli inamovibili Lovren e (soprattutto) Gvardiol; stessa sorte per l’ex Bologna Theate e l’astro nascente dei Diavoli Rossi, Zeno Debast, costretti a guardare i senatori Vertonghen ed Alderweireld – supportati da Dendocker – dirigere le operazioni difensive del Belgio.

A bocca asciutta, abbastanza a sorpresa, anche il playmaker ex Fiorentina Lucas Torreira, ignorato dal c.t. dell’Uruguay, così come nell’Olanda l’interista De Vrij e Tyrell Malacia, laterale del Manchester United. Nella fallimentare spedizione spagnola sono restati invece a bordo campo Hugo Guillamon (complici alcune noie fisiche che hanno agevolato l’esclusione del centrale del Valencia) e soprattutto Eric Garcia, tra i più utilizzati nella retroguardia del Barcellona, oltre al giovane Yeremy Pino protagonista al Villareal. Chiusura affidata a Karim Adeyemi, zero minuti come il suo compagno di squadra al Dortmund, Julian Brandt: ma analizzando talento e margini di crescita del ventenne attaccante, il Qatar è solo una prova generale. Successe anche al “fenomeno” Ronaldo diciottenne nel 1994, mai sceso in campo col Brasile: poi, il futuro, gli ha riservato diverse gioie…

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