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Domenica, 14 Aprile 2024

Fabio Petrelli

Giornalista

Mondiali, le ammonizioni della vergogna in Qatar

I colori dell’arcobaleno al braccio da una parte, un cartellino giallo nel taschino pronto ad uscire dall’altra. Rischiava di essere questo l’ìncipit di alcune delle prossime gare dei Mondiali di Qatar 2022, che saranno ricordati anche per le polemiche le quali stanno accompagnano l’aspetto sportivo. L’oggetto del contendere, e dell’eventuale ammonizione che scaturirebbe, è la famosa fascia arcobaleno che i capitani delle selezioni nazionali avrebbero voluto portare al braccio nelle gare della kermesse iridata. La fascia “One Love”, a supportare la campagna contro le discriminazioni, è così diventata un simbolo nei rettangoli di gioco, e lo sarebbe dovuta essere anche in occasione degli incontri della kermesse iridata.

Il condizionale, infatti, è d’obbligo. Perché l’adesione a questa iniziativa, che riguarda in particolar modo le selezioni nazionali del vecchio continente, ha trovato un ostacolo nel regolamento della FIFA, che punisce con un cartellino giallo il capitano della squadra che si presenta con una fascia non conforme alle normative vigenti, penalità la quale verrebbe applicata già prima del fischio d’inizio del match. Tale regola ha pertanto cambiato le carte in tavola, non essendo più pecuniaria la sanzione conseguente (e la Federazione Inglese nella persona dell’a.d. Mark Bullingham, vista l’intenzione di Kane e Bale - rispettivamente capitani di Inghilterra e Galles - di entrare in campo con la fascia arcobaleno si è detta disponibile a corrispondere nelle casse della Fifa la multa), ma trasformandosi in “spada di Damocle” sulla testa di un giocatore già ad inizio gara. Col rischio di squalifica qualora arrivi una seconda ammonizione in uno dei confronti successivi.

Questione, quindi, complicata da dirimere. Non è cambiata la volontà di diversi capitani, manifestata mediante dichiarazioni alla stampa (tra cui anche quelle di Neuer, portiere tedesco): oltre all’Olanda, promotrice dell’iniziativa, all’Inghilterra, Galles e Germania si sono accodate anche altre squadre come Belgio, Svizzera e Danimarca, ma c’è curiosità anche per la posizione degli Stati Uniti – in prima linea nel portare avanti messaggi di inclusione e solidarietà nel rettangolo di gioco – e dell’Australia, che ha supportato la campagna contro le discriminazioni mediante un video registrato dai giocatori della nazionale. Ma alla fine, più che un'idea potè un rettangolino del color del sole, come sottolineato dalle Federazioni coinvolte in una nota stampa congiunta: "La Fifa è stata molto chiara sulle sanzioni che i nostri capitani avrebbero indossando la fascia One Love in campo. Come federazioni non possiamo mettere i nostri giocatori in questa posizione, così abbiamo chiesto ai capitani di rinunciare. C'è delusione e frustrazione per i nostri giocatori ed allenatori: sono forti sostenitori dell'inclusione e mostreranno supporto in altri modi". Come ad esempio ha fatto la nazionale transalpina, con una lettera in cui i giocatori hanno spiegato che destineranno fondi ad associazioni che operano nel campo della difesa e del rispetto dei diritti.

L'auspicato chiarimento della FIFA, nel frattempo arriva. A confermare il regolamento vigente, e contestualmente rilanciando la campagna "No Discrimination" sotto forma di fascia che tutti i capitani delle nazionali potranno indossare a partire già dalla prima gara del Mondiale. Soluzione che è la quintessenza del cerchiobottismo (peraltro già pianificata, ma a partire dai quarti), e appare quasi come un...contentino per evitare quell'incomprensibile fastidio che invece l'arcobaleno simbolo di contrarietà alla repressione del Qatar sulla comunità LGBTQI+ avrebbe creato. E tramonta anche il potenziale escamotage per ovviare alla tanto temuta ammonizione, studiato ad esempio dall'Olanda, visto che anche l’eventuale doppia fascia al braccio ipotizzata sia comunque riconducibile ad una non conformità nell’abbigliamento previsto dal regolamento, e pertanto sanzionabile. E’ un Qatar che sembra giocare al gioco della “Strega Comanda Color”: ma tra la fifa – intesa come paura - blu, il verde del livore ed il giallo dei cartellini, spunta sempre il rosso vergogna. Che è difficile da far sbiadire, al pari dell'imbarazzo.

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