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Sabato, 4 Febbraio 2023
MONDIALI QATAR 2022

La favola del Marocco: sorpresa, ma non troppo

Una squadra a trazione europea (20 giocatori militano in club del vecchio continente), difesa impenetrabile e individualità di spicco: così i Leoni dell'Atlante sono arrivati ai quarti eliminando Belgio e Spagna

Il “Giacomino” prossimo alle nozze, nel cult “Tre uomini e una gamba”, lo aveva descritto forte fisicamente dopo la famosa partita sulla spiaggia persa 10-2. Ma al di là delle battute il Marocco, forte a tutto tondo, lo è davvero. Nei mondiali del Qatar ha dimostrato di saper effettivamente coniugare a corsa e fisicità – da sempre fiori all’occhiello dei Leoni dell’Atlante – anche quella qualità e quell’organizzazione di gioco in grado di fare la differenza, di rappresentare il “plus” necessario per sorprendere e fare strada. E di strada, i nordafricani ne hanno fatta andando oltre ogni più rosea aspettativa: eliminando il Belgio e piazzandosi davanti alla Croazia nel girone eliminatorio (7 punti, miglior prima fase di sempre per una formazione africana), ed ora estromettendo la Spagna ai calci di rigore accedendo ai quarti, punto più alto mai toccato nella storia della Coppa del Mondo.

Sorpresa? Sì, ma fino ad un certo punto. Perché al di là delle stelle di prima grandezza su cui si sono fiondati i top club (Ziyech, Hakimi, Mazraoui), il Marocco è stato negli ultimi anni oggetto delle attenzioni delle formazioni europee, al punto da avere ben venti giocatori su ventisei domiciliati nel vecchio continente. Ed è probabile che tale...contaminazione abbia inciso nel conferire ai “Leoni” quella disciplina tattica e quel pragmatismo che, storicamente, rappresentano due dei punti deboli di alcune formazioni del continente africano. Doti pienamente riscontrabili nel rigore difensivo messo in mostra anche prima dei Mondiali: sono stati sei i clean sheet consecutivi in tutte le competizioni, prima di incassare la rete del Canada – peraltro, un autorete… – che ha messo fine a 662 minuti di imbattibilità. Ed il solo gol subito nelle prime tre gare iridate aveva già eguagliato il record africano nella Coppa del Mondo, detenuto dal Camerun nel 1982 (eliminato con tre pareggi ed il solo "Ciccio" Graziani a bucare il mitico Thomas N'kono) e dallo stesso Marocco targato 1986.

Il percorso di avvicinamento al Qatar è stato, peraltro, di quelli turbolenti, con l’allontanamento del precedente c.t. Halilhodzic, restato pertanto fermo a quota uno – come mister dell’Algeria nel 2014 – nel numero di rassegne iridate a cui ha partecipato, dopo aver però vinto superato le qualificazioni alla Coppa del Mondo con ben quattro nazionali diverse, il primo a realizzare tale impresa. I problemi con la Federcalcio marocchina, l’intransigenza del tecnico bosniaco nei confronti di Ziyech ma anche di Mazraoui, hanno finito con spezzare una corda che si era via via sfilacciata. Ed il loro ritorno, voluto da Walid Regragui il quale ha raccolto l’eredità di Halilhodzic, ha senza dubbio fatto innalzare il tasso tecnico degli “Atlas Lions”, accorciando in maniera cospicua il gap qualitativo con molte altre formazioni presenti nella kermesse europea.

Al resto hanno pensato gli spunti offensivi di Boufal, virtuoso dell’uno contro uno (in Ligue 1 non è soprannominato “L’enfant du dribble” a caso), la regia impeccabile di Amrabat – versione extralusso del giocatore visto a Firenze – la costanza di un Hakimi sempre perfetto in entrambe le fasi e le parate di Bounou, o Bono che dir si voglia. Che in Spagna ha già vinto (una SuperCoppa ed uno scudetto da comparsa con l’Atletico Madrid, un’Europa League da protagonista col Siviglia) ed anche convinto, mettendo in bacheca il premio come miglior estremo difensore della passata stagione, oltre che prendersi la soddisfazione di segnare un gol, con un bel sinistro in mischia contro il Valladolid a primavera 2021. Contro la Spagna ha respinto i rigori di Busquets e Soler, continuando a tenere blindata anche nella lotteria dei rigori la sua porta, finora violata solo da un suo compagno di squadra. Il guanto, anzi il guantone di sfida al Portogallo, insomma, è già lanciato.

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