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Domenica, 19 Maggio 2024
Calcio

Italia, non solo Retegui: chi sono gli altri oriundi convocabili

Oltre all'attaccante del Club Atlético Tigre, sono diversi gli atleti con passaporto italiano che potrebbero ritagliarsi uno spazio nella nazionale del c.t. Mancini

Non è dato sapere se quella che si è aperta con la convocazione (ed il gol) di Retegui sarà una nuova fase per la nazionale italiana, o semplicemente un passato che ritorna spalancando le porte ad un utilizzo più massiccio dei cosiddetti “oriundi”. Sia quel che sia, oltre all’attaccante del Club Atlético Tigre sono diversi i profili che potrebbero, in un futuro prossimo, essere esaminati dal commissario tecnico della nazionale. Si tratta di giocatori in possesso di un passaporto italiano che li rende, pertanto, contemplabili per una convocazione in maglia azzurra. Alcuni dei quali, peraltro, hanno anche alle spalle palmares e curriculum interessanti.

​Sebastián Driussi

Nato il 9 febbraio di 27 anni fa, nel panorama degli oriundi è probabilmente quello che è riuscito ad alzare il maggior numero di trofei. Ha il passaporto italiano avendo la famiglia paterna origini friulane ed emigrata successivamente in Argentina. Si mette in luce nel River Plate, dove esordisce nel massimo campionato argentino 2013-2014 dando il suo contributo alle vittorie dei Milionarios (tra cui anche una Libertadores nel 2015). Esplode nel torneo 2016-2017, dove segna 20 reti per poi firmare un quadriennale con lo Zenit San Pietroburgo, con cui vince tre campionati e timbra nel 2020 il triplete russo (scudetto, coppa nazionale e supercoppa). Veste attualmente la casacca dell’Austin, nella Major League statunitense, torneo nel quale lo scorso anno è stato inserito nella top 11 grazie ai suoi 25 gol più sei assist. Utilizzato da trequartista, può essere fruibile anche da prima punta o da attaccante esterno.

​Matías Soulé Malvano

Vent’anni da compiere tra poco, con mamma e nonni discendenti di immigrati italiani, balzato agli onori della cronaca due anni or sono per la chiamata del c.t. Scaloni, che lo ha voluto visionare nonostante la giovanissima età e l’appartenenza solo alla seconda squadra della Juventus. E se all’epoca era sembrata una mossa di...disturbo legata all’interesse mostrato dalla Figc nei confronti del talento di Mar Del Plata, vista la crescita del giovane bianconero c’è da pensare che il suo futuro si possa tingere di Albiceleste con continuità. Cosa che per Soulé rappresenta un sogno, elemento che rende una sua convocazione in azzurro difficile: intanto, al suo attivo con la maglia della Juventus ci sono 17 presenze – quattro delle quali dal 1’ – ed un gol alla Sampdoria. Oltre alla possibilità di avere come mentore un campione del Mondo come Di Maria, che ricopre il suo stesso ruolo.

​Nicolás Capaldo

Ventiquattro anni compiuti, un triennio al Boca Juniors dove è cresciuto calcisticamente e si è fatto apprezzare, ma soprattutto una conoscenza del calcio europeo che lo rende una pedina sicuramente appetibile. Capaldo è infatti una delle colonne del Red Bull Salisburgo, squadra campione d’Austria in carica che lo ha portato nel vecchio continente due estati fa, per un cifra pari a circa quattro milioni di euro. La tecnica, unita alla velocità, ha portato il jolly argentino a far crescere in poco tempo il numero dei suoi estimatori, anche alla luce della bravura nelle due fasi e della grande versatilità che lo porta a poter essere sfruttato sia in posizione arretrata (come terzino) che come esterno offensivo, sebbene da tempo abbia trovato collocazione come interno di centrocampo. In questa stagione si è fermato per un mese e mezzo per un problema al ginocchio, ma ha comunque al suo attivo 22 presenze condite da cinque gol e due assist.

​Gabriel Strefezza

Brasiliano di San Paolo, passaporto italiano (i suoi bisnonni sono siciliani di Caltanissetta), il ventiseienne fantasista del Lecce è una delle rivelazioni di questo campionato. Al terzo tentativo, dopo una bocciatura ad un provino con la Lazio e la retrocessione nel torneo 2019/2020 in B con la Spal, Strefezza sembra aver trovato in Salento l’ambiente giusto per far valere tutte le sue qualità anche nel massimo campionato. Non arriva a 170 centimetri di altezza, ma nel corso della sua carriera ha brillato per velocità e dribbling tanto da essere impiegato con successo nel ruolo di attaccante esterno. E nelle ultime due stagioni in giallorosso ha inoltre migliorato la sua capacità realizzativa: 14 i centri nel torneo passato, otto in questa stagione nelle 26 presenze collezionate tra Serie A e Coppa Italia. In un ruolo che in nazionale è comunque coperto, Strefezza potrebbe essere una valida alternativa.

​Juan Sebastian Sforza

Il nome di battesimo è quello di un monumento del calcio argentino come Veron, ma in patria è stato accostato più a Biglia per il modo di giocare. Ventuno anni appena compiuti, ma a diciassette già finito sui taccuini del Milan, Sforza è balzato agli onori delle cronache sportive per essere stato il capitano delle squadre Under 15 ed Under 17 della Seleccion vincitrici del titolo sudamericano. Il suo percorso di crescita costante lo ha portato a diventare, al momento, il fulcro del centrocampo del Newell’s Old Boys: le doti di interdittore ma anche la gestione del pallone lo rendono una pedina utilissima e fruibile sia come regista puro che come interno. Possiede il passaporto italiano, ma anche un asterisco accanto al suo nome nella lista della spese di diversi club di Liga e Premier.

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