Giovedì, 18 Luglio 2024
Calcio

In viaggio (verso Euro 2024) con papà, che lo giustifica a scuola: “Faremo una gita educativa in Germania”

La singolare storia di Iain Meiklejohn e di suo figlio dodicenne Aleks, che salterà con la benedizione del papà due settimane di lezioni, durante le quali "visiteremo diverse città, dove studieremo gli alti e bassi emotivi estremi che solo un tifoso scozzese attraversa"

I Campionati Europei in Germania come gita educativa ed utile alla formazione scolastica? Sì, con tanto di giustificazione redatta dal papà a beneficio delle insegnanti del figlio, che hanno ricevuto la comunicazione dell’assenza di Aleks, dodicenne edimburghese, per l’intera permanenza della nazionale scozzese ad Euro 2024. La surreale vicenda, citata ieri dal Daily Mail, trova la sua ambientazione nella terra di Sant’Andrea, e vede protagonista Iain Meiklejohn, 48 anni e fiero appartenente della Tartan Army. Troppo importante la qualificazione della Scozia alla kermesse continentale tedesca per perdersi l’appuntamento, e pazienza se questo comporterà far saltare almeno una quindicina di giorni di lezione al figlio. Cosa peraltro capitata anche in altre circostanze, visto che quello in direzione Germania sarà il quinto viaggio internazionale di Aleks al seguito della nazionale con al fianco il papà, che dagli Europei del 1996 non lascia mai sola in trasferta la squadra del suo paese.

“Faremo un viaggio educativo in Germania – ha scritto nel messaggio di posta elettronica indirizzato alla scuola – visitando diverse città, dove studieremo gli alti e bassi emotivi estremi che solo un tifoso scozzese attraversa. E farò in modo che Aleks presenti un rapporto dettagliato al suo ritorno”. Il tour è già stato pianificato: primo pernottamento a Francoforte, poi la prima tappa a Monaco per assistere all’esordio della nazionale contro i padroni di casa della Germania, quindi lo spostamento a Colonia e Stoccarda per gli impegni degli scozzesi contro Svizzera ed Ungheria. E chissà che, in caso di qualificazione alla fase ad eliminazione diretta, la permanenza non si allunghi ulteriormente.

Intervistato da alcune testate britanniche, papà Iain ha detto che in casa Meiklejohn si simpatizza anche per la Polonia (paese di origine della mamma) qualora la Scozia non riesca ad arrivare alla fase finale di qualche manifestazione internazionale, ma non è questo il caso. E l’amore verso la nazionale lega padre e figlio nonostante siano diversi i club per cui fanno il tifo durante il campionato. “Io sono un fan del Dundee United, Aleks invece è appassionato degli Hearts – ha spiegato durante Drivetime, trasmissione di BBC Radio Scotland – ma in occasioni come queste superiamo queste divergenze e siamo uniti nel sostenere la nostra nazionale”, spiegando anche di non essere preoccupato delle possibili ripercussioni legate alla prolungata assenza del dodicenne dai banchi di scuola.

“Mio figlio imparerà di più in un paio di settimane di viaggio che a scuola – prosegue il papà – considerato anche che ora siamo la fine del trimestre quando i ritmi di lavoro cominciano a rallentare. Lo abbiamo fatto anche altre volte in passato, e non ci sono mai stati problemi. Perché adesso dovrebbe essere diverso?”. Un’esperienza sicuramente indimenticabile per Aleks, abituato a viaggiare sin da piccolino e che da grande vorrebbe diventare proprio un pilota di aerei per visitare il mondo. E se anche il progetto fallisse, c’è da scommettere che l’amore per il calcio lo porterà comunque a girarlo. “It’s all about Scotland”, come sostiene Iain, ovvero “è tutta una questione di Scozia”. E di calcio, l’unica religione che non contempla atei.

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