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Giovedì, 19 Maggio 2022
Calcio

Pellegrini, Mourinho e quel giallo "pilotato" foriero di vacue polemiche

Fa discutere l'ammonizione per perdita di tempo del capitano giallorosso, che verrà squalificato contro la Salernitana per rientrare con Napoli e Milan.

Un giallo per far scattare il rosso in modo da avere un semaforo verde quando serve. Roba da far impazzire un daltonico, più semplicemente – nel calcio - la maniera di “scaricare” le sanzioni precedentemente accumulate facendo scattare lo stop del giudice sportivo quando, tecnicamente, serve di meno ed avere poi il giocatore a disposizione nei big match che verranno. Più complesso riassumerlo a parole che non a farlo ed a capirlo, o meglio a cogliere la sfumatura legata alla premeditazione di un’ammonizione che sarà utile nelle settimane a venire.

E’ quello che è accaduto, al “Ferraris” nei minuti conclusivi di Sampdoria-Roma. Giallorossi avanti 1-0, Pellegrini in pieno recupero viene richiamato da Mourinho in panchina, per far posto a Kumbulla, ma il capitano rallenta vistosamente – ed in maniera intenzionale – le operazioni del cambio e l’arbitro lo sanziona con un sacrosanto cartellino giallo. Non è però da ricercarsi nel guadagno di qualche secondo prezioso a fine match il tempo premeditatamente perso da Pellegrini, in quanto è con ogni probabilità l’ammonizione stessa lo scopo di tale comportamento. La somma di sanzioni porterà il capitano dei giallorossi ad essere squalificato con la Salernitana, e nuovamente disponibile per Napoli ed Inter, le gare che chiuderanno il mese di aprile della Roma.

Premesso che, analizzando lo storico delle squadre allenate dallo “Special One”, episodi del genere si sono già verificati (espulsioni di Ramos e Xavi Alonso nella penultima gara del girone di Champions del Real Madrid con il primo posto già in cassaforte, giallo con squalifica a Maicon ai tempi dell’Inter con possibilità data al terzino brasiliano di allungare le ferie natalizie), a sollevare perplessità è l’indignazione. Che valica persino i confini nazionali, visto che il tabloid britannico Daily Star non ha mancato di cannoneggiare il tecnico portoghese definendo una buffonata il giallo “pilotato” preso dal capitano della Roma.

Si può discutere se sia stato opportuno giocare di sponda con la regola imposta dalla giustizia sportiva per ottenere un vantaggio nell’immediato futuro, e polemizzare sull’opportunità che la stessa giustizia offre, contabilizzando in modo progressivo le sanzioni e permettendo di pianificare eventuali squalifiche. Ma elevare al rango di scorrettezza da mettere alla gogna quello che al limite è un eccesso di scaltrezza, “borderline” ma a tutti gli effetti regolamentare, sembra davvero esagerato. Soprattutto in una giornata in cui si sono tornate a vedere sul rettangolo di gioco sceneggiate più consone ad un palcoscenico teatrale, finalizzate con ogni probabilità ad attirare l’attenzione dell’arbitro se non addirittura a trarlo in inganno. E questo senza tirare in ballo il sempre attuale “benaltrismo”: perché tra lo sfruttare una piega del regolamento a proprio beneficio ed il farlo applicare in campo bluffando consapevolmente, un paragone non è proprio contemplabile.

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