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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

Il Barcellona è tornato, la firma di Xavi sulla rinascita blaugrana

Il Clasico di Spagna va al Barcellona di Xavi che al Bernabeu demolisce il Real Madrid primo in classifica

La fine dell’era Messi, i problemi economici e la strampalata gestione Koeman avevano messo in ginocchio il Barcellona che ora però è uscito dal tunnel. A riportare la luce è stato Xavi, regista degli imbattibili blaugrana della gestione Guardiola, e allenatore che alla prima esperienza in Europa sogna di ripercorrere le gesta del suo mentore. Il paragone è scattato fin dal giorno in cui l’ex canterano ha messo rimesso piede al Camp Nou, fosse stato per Laporta già la scorsa estate sarebbe stato lui il tecnico dei catalani, ma l’esonero di Koeman avrebbe impattato pesantemente sulle traballanti casse. L’olandese è rimasto al suo posto solo fino a novembre, in tempo, purtroppo per i tifosi blaugrana, per affondare le possibilità di competere per il titolo in Spagna e per accedere agli ottavi di Champions League.

Il Clasico Real Madrid-Barcellona è blaugrana, Xavi vola

Sono passati centotrentaquattro giorni e la notte del Clasico ha sancito il ritorno a grandi livelli del Barcellona. Al Bernabeu va in scena un monologo che costringe il Real Madrid ad inchinarsi per 4-0, una lezione di calcio alla capolista della Liga che tra i confini amici in casa in questa stagione non aveva mai perso. Le firme sul tabellino sono di Aubameyang, doppietta che vale il nono gol in undici gare da quando è arrivato in Spagna, di Araujo e di Ferran Torres il supercolpo di mercato tornato a casa dopo l’esperienza al City.

E’ l’apoteosi per Xavi che da quando si è seduto sulla panchina del Barcellona ha rialzato il club fino a farlo tornare al quarto posto, oggi condiviso con l’Atletico Madrid, vincendo nella Liga 11 gare su sedici con una media da 2,30 punti a partita e una sola sconfitta. L’ingresso alla prossima Champions League è salvo e non è obiettivo da poco visto che quando in panchina c’era Koeman i blaugrana erano impantanati a metà classifica.

Xavi insegue Guardiola

I numeri però non dicono tutto di questo nuovo Barcellona che a gennaio ha fatto ricorso al mercato per rivoluzionare il proprio attacco, proprio come chiedeva Xavi. Sono arrivati Ferran Torres, Aubameyang e Traorè, ed è stata ridata importanza a Dembelé, anche se ha il contratto in scadenza, tanti cambi per allontanare il fantasma di Messi. La rivoluzione di Xavi è stata tattica, con il ritorno al 4-3-3 marchio di fabbrica catalano fin dai tempi di Rijkaard, e non solo perché centrale è tornata ad essere la cantera. Araujo è sempre più titolare, Pedri nonostante la giovane età è una certezza, Gavi oggi è entrato nella ripresa, ma è un jolly che si muove tra centrocampo e attacco senza difficoltà e viene utilizzato con  continuità, poi c’è il ventenne Nico, senza contare che manca forse il più talentuoso di tutti, quell’Ansu Fati che a soli sedici anni ha stupito il mondo prima di essere tartassato dagli infortuni. 

Non sarà ancora il Barcellona degli invincibili, del tiki taka funambolico, di Messi, Ronaldinho, Neymar e compagnia, dei sei titoli in una stagione, ma quello di oggi è un Barcellona che è finalmente uscito da tunnel e dopo un 4-0 agli acerrimi rivali del Real Madrid sognare di tornare agli splendori del passato è quasi un obbligo. Merito di Xavi che in pochi mesi ha ridato all'ambiente quella tranquillità e quella mentalità vincente che si erano persi e che sono da sempre cardini di un club da oggi pronto a spiccare il volo per tornare sui palcoscenici che gli competono
 

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