Domenica, 21 Luglio 2024
Calcio

E' tornato Renato Sanches, centrocampista "box to box" pronto a prendersi la Roma

Appena 45 minuti contro l'Empoli, sufficienti a far capire come il portoghese possa elevarsi al rango di imprescindibile nella mediana giallorossa, pur gestendo quelle fragilità muscolare che in passato lo ha ostacolato

Il popolo giallorosso gli aveva tributato un caloroso “benvenuto” al suo arrivo nella Capitale, ma ora per Renato Sanches sembra sia giunto il momento di riscuotere un meritato “bentornato”. Al centrocampista portoghese, uno dei pezzi pregiati del mercato della Roma, sono bastati 45 minuti per far capire come in un ambiente in grado di supportarlo, in uno scacchiere tattico che gli permetta di far valere le sue doti di incursore abbinate alla sua forza fisica, e sostenuto adeguatamente dal resto della squadra, potrebbe seriamente elevarsi al rango di indispensabile e decisivo in ugual misura. Nella partita con l’Empoli, conclusa al termine della prima frazione lasciando il posto a Bove, ha evidenziato quelle caratteristiche di “tuttocampista” di corsa e qualità che lo avevano proiettato già giovanissimo nella ristretta cerchia dei migliori del ruolo. Un gol, movimento, proiezioni offensive e ripiegamenti che lo rendono utile nelle due fasi di gioco, tali da indicarlo come colonna del centrocampo giallorosso.

D’altronde, quella di Sanches è stata una carriera cominciata col botto, con i ripetuti accostamenti a Clarence Seedorf – al quale ha dichiarato di ispirarsi – ed il premio di miglior giovane preso agli Europei 2016 (vinti col “suo” Portogallo giocando da titolare la finale contro i padroni di casa della Francia), preceduti dal “doble” centrato in patria col Benfica. Un’ascesa rapida seguita ad un’altrettanto repentina discesa, con il poco spazio trovato al Bayern – il quale aveva investito 35 milioni più bonus per portarlo a Monaco – e la dimenticabile parentesi in Premier allo Swansea, anni che hanno coinciso con il sopraggiungere di problematiche muscolari. Quindi la rinascita al Lille, con cui ha vinto anche la Ligue 1, in un triennio in cui ha saputo ritrovarsi, ed il trasferimento a Parigi dove vari acciacchi e la concorrenza per una maglia da titolare lo hanno portato ad accumulare meno di un migliaio di minuti in campo.

Normale, pertanto, pensare che quella a Roma potrebbe rappresentare una nuova “scalata”, la terza, ai vertici del calcio continentale. Talento e caparbietà non mancano, nemmeno la fiducia di un Mourinho che, consapevole delle sue fragilità, pare abbia già lasciato intendere che servirà un’opera di gestione accurata per evitare di sovraccaricare le sue delicate fibre muscolari. Intanto, con la concomitanza di alcune indisponibilità nel reparto e l’unicità delle sue caratteristiche, Sanches si candida a ritagliarsi un posto in prima fila nella Roma alle prese con un autentico tour de force, che porterà i giallorossi a scendere in campo sei volte in diciassette giorni. Ed a prendere in mano le chiavi di una mediana divenendo, insieme a Lukaku e Dybala, il terzo “tenore” di una formazione che punta anche su di lui per fare il salto di qualità.

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