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Domenica, 5 Dicembre 2021
Calcio

Roma-Napoli 0-0, tre verità lasciate dal confronto dell'Olimpico

I giallorossi rallentano la marcia della capolista Napoli senza però trovare quel successo con una "big" che ancora manca all'appello, sebbene la squadra titolare si confermi affidabilità e di qualità

All’Olimpico, tra Roma e Napoli, esce il segno X. Che nelle sfide tra giallorossi e partenopei, mancava nella capitale dal 2013, che ferma la corsa del Napoli – prima di domenica a punteggio pieno – e fa proseguire quella di Mourinho nella striscia di imbattibilità casalinga arrivata a quota 43 partite, e che regala alla Roma il primo pareggio stagionale. Buono per muovere la classifica, corretto come epilogo alla luce di quanto ha raccontato il match e utile per ambedue le contendenti: i campani escono indenni da una sfida delicata, i padroni di casa edulcorano in parte il palato dopo il calice amaro bevuto in Conference League nella disastrosa serata scandinava. Ripartendo in campionato con tre certezze.

La certezza rappresentata dai titolari

La “squadra principale”, come l’aveva etichettata il tecnico nella conferenza stampa di giovedì, si conferma di qualità. Lo si era visto a Torino nel match perso di misura con la Juventus, e l’impegno casalingo con il Napoli lo ha confermato. La formazione giallorossa ha dimostrato compattezza, specie in difesa, nel concedere poco al tridente dei partenopei che per la prima volta in campionato non muovono il pallottoliere dei gol, portando al contempo Cristante e Veretout a giocare una partita di sudore e sacrificio con più competenze in copertura e meno in fase di costruzione. Ripartenze a cura di Zaniolo (Mkhitaryan apparso meno efficiente del solito) ed Abraham più di una volta nelle vesti di pivot di stampo cestistico a giganteggiare di testa per smistare pallone e provare a far risalire i suoi.

Tanta gioventù in panchina. Effetto Bodo/Glimt?

“Per me è difficile da perdonare”, ha dichiarato Mou nella conferenza stampa post-partita, riferendosi alla disfatta in terra norvegese, quel 6-1 che potrebbe rappresentare uno spartiacque nella stagione giallorossa non tanto nell’economia del cammino europeo, quanto nella gestione del gruppo d’ora in avanti. E non è un caso che cinque dei titolari di Bodo (Kumbulla, Reynolds, Diawara, Villar e Borja Mayoral) si siano accomodati in tribuna, rimpiazzati in panchina da giovani del vivaio capitolino. Scelta punitiva, tecnica o cos’altro? Il tecnico lo ha definito un messaggio importante, con un “sottotesto” altrettanto esplicito, circa la necessità di rimpolpare la rosa nella prossima finestra di mercato.

Il colpo a sensazione continua a mancare

Si parlava, non a caso, di “ciclo terribile” per la Roma tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre. Definizione motivata non solo dall’elevato numero di partite da disputare, ma anche dall’effettiva difficoltà delle avversarie da incontrare. Dopo la sconfitta nel derby, per i giallorossi sono arrivati il passo falso di Torino ed ora il pareggio casalingo col Napoli. Che “ferma” la striscia negativa negli scontri diretti con le dirette pretendenti ad un posto al sole della graduatoria, ma rimarca anche l’assenza di quel blitz, quel colpo importante contro una “big” che servirebbe come il pane. Giusto affermare che tutte le partite mettono in palio i tre punti, ma al netto degli interessi di classifica, fare “bingo” contro una delle tante...sorelle che sgomitano nei piani nobili della serie A avrebbe l’effetto di un potente coadiuvante a livello di fiducia. Prossima occasione, il Milan di scena all’Olimpico nel posticipo di domenica prossima.

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