Venerdì, 24 Settembre 2021
Addio CR7

Ronaldo-Juventus, la fine amara di un matrimonio (troppo) costoso

Finisce un sodalizio che non ha ripagato tutte le attese diventando un peso per le casse della Juve

Nell'estate degli addi clamorosi (e dolorosi), anche Cristiano Ronaldo sembra pronto a fare le valigie, salutando così Torino e la Juventus. In un calciomercato dettato dalla crisi, dove anche colossi come Barcelona e Real Madrid hanno dovuto sacrificare sull'altare dei conti icone come Lionel Messi e Sergio Ramos, entrambi finiti alla corte del Psg ''da Playstation''.

Cristiano Ronaldo torna al Manchester United: l'annuncio ufficiale 

Nonostante l'ipotesi parigina di vedere CR7 insieme a Messi avesse stuzzicato i sognatori del pallone, la destinazione dell'asso portoghese dovrebbe essere Manchester, stavolta sponda City. Il condizionale rimane d'obbligo, almeno fino a quando non arriverà l'annuncio ufficiale, ma le possibilità di vedere ancora Ronaldo in bianconero sembrano ridursi sempre di più. La fumata bianca potrebbe arrivare in qualsiasi momento, come confermato dalle parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa: "Ieri Cristiano mi ha comunicato che non ha intenzione di restare. Oggi non si è allenato, domani non sarà convocato, ora possiamo parlare della partita che è più importante".

Cristiano Ronaldo al City: le condizioni

Secondo le indiscrezioni rivelate dai principali quotidiani sportivi, Ronaldo avrebbe già salutato i compagni, anche se dall'Inghilterra non si è ancora concretizzata l'offerta decisiva. Il desiderio dell'attaccante di andare altrove, espresso già nei mesi scorsi alla dirigenza, era andato incontro ad una situazione paradossale in cui uno dei calciatori più forti al mondo aveva difficoltà a trovare un club in cui approdare, non tanto per problemi tecnici (alzi la mano chi non vorrebbe Cristiano Ronaldo), ma quanto per l'ingaggio mostruoso da erogare al calciatore. Come avevamo scritto nei giorni scorsi, le uniche a potersi permettere il colpo CR7 in questo momento erano il Psg e il City, ma soltanto in presenza di due avvenimenti: la cessione di Mbappé al Real o il mancato acquisto di Kane da parte degli inglesi. Se nel primo caso la trattativa è ancora in corso, nel secondo l'ipotesi è già diventata realtà, con Guardiola che ha deciso di virare forte su Ronaldo, sperando di poterlo ottenere a parametro zero. 

Una condizione impossibile per la Juventus, emersa durante l'incontro avvenuto ieri alla Continassa tra il procuratore Jorge Mendes e la dirigenza bianconera, che chiede una cifra superiore ai 28 milioni di euro, l'attuale valore a bilancio del portoghese. Secondo il quotidiano spagnolo As Ronaldo e City hanno già l'accordo sull'ingaggio, adesso manca l'accordo tra i due club, con gli inglesi che potrebbero inserire nella trattativa uno tra  Raheem Sterling e Gabriel Jesus, con il secondo che sarebbe una contropartita gradita ai bianconeri. Anche perché trovare un sostituto di Ronaldo in così poco tempo non sarà semplice: i nomi che circolano al momento, oltre a quello di Jesus, sono quelli di Mauro Icardi e Moise Kean, che il Psg sarebbe disposto a cedere anche in ''coppia'', Martial del Manchester United, Lacazette dell'Arsenal e Vlahovic, che difficilmente la Fiorentina lascerà partire.

Un matrimonio (troppo) costoso

Con l'addio di Ronaldo, oltre ai soldi incassati per la cessione del cartellino, la Juventus andrebbe a risparmiare anche 60 milioni di euro lordi relativi all'ingaggio percepito dal calciatore portoghese, una ''boccata d'aria'' per le casse bianconere che danno soltanto minimamente l'idea di quanto sia stato esoso questo sodalizio. 

Partiamo dall'inizio. Nel luglio del 2018 la Juventus che da diversi anni dominava in Italia, realizza il ''colpo dei colpi'' (almeno fino a quel momento), prendendo Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 115 milioni di euro. Una cifra non da poco a cui si sono aggiunti nei tre anni successivi altri 258 milioni di euro tra stipendi e ammortamento. Conti alla mano, Ronaldo è costato alla Juve un quinto dei ricavi totali dello stesso periodo, influenzati in negativo sia dal pessimo andamento in Champions League, che dalle conseguenze economiche della pandemia. Del fascino e del clamore suscitati dall'arrivo del portoghese in bianconero, macchina infallibile per calamitare sponsor e collaborazioni commerciali, è rimasto soltanto l'enorme costo del calciatore.

Con il calo drastico degli introiti, Ronaldo si è trasformato da gallina dalle uova d'oro a ''macigno'' per i conti della Juve: un'unione da sogno divenuta difficile da sostenere nelle attuali condizioni che, ricordiamolo, non riguardano soltanto la Juve. Il club dal canto suo ha cercato di fare il possibile approvando nei giorni scorsi un nuovo aumento di capitale da 400 milioni di euro che, come spiegato in una nota della società, mira proprio a stabilizzare la situazione economica della società, messa in difficoltà dagli effetti della pandemia: ''L’Aumento di Capitale si inserisce nel contesto delle misure atte a far fronte ai rilevanti impatti economici e patrimoniali della pandemia da Covid-19 e consentirà di rafforzare la struttura patrimoniale della Società e riequilibrare le fonti di finanziamento a supporto del raggiungimento degli obiettivi strategici del Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/24''. Alla luce di questi numeri, cedere Cristiano Ronaldo diventa una mossa più che conveniente per il club, che accontenterebbe la volontà del giocatore e riuscirebbe a risparmiare un bel gruzzoletto, oltre al prezzo del cartellino.

Quella Champions mai arrivata

Oltre ai bilanci puramente economici, quando finisce la storia tra una squadra e un calciatore è inevitabile andare a vedere anche quanto successo in campo. Durante la sua esperienza bianconera Ronaldo ha contribuito con 101 gol in 134 presenze alla vittoria di due scudetti, una Coppa Italia e Supercoppe italiane: un bottino di tutto rispetto, ma che ''perde'' un pizzico di valore se contestualizzo in relazione all'impatto che avrebbe dovuto dare l'attaccante portoghese. Nel 2018 la Juventus faceva ''il bello e il cattivo tempo'' in Serie A ed era riuscita per ben due volte a sfiorare la vittoria in Champions, arrivando vicina a quel trionfo che manca ormai da tanto tempo. L'aggiunta di uno specialista della ''coppa dalla grandi orecchie'' come Ronaldo ad un gruppo già vincente in Italia e con degli ottimi ruolini di marcia nelle partecipazioni europee, doveva essere la mossa decisiva per compiere quel definitivo salto di qualità di livello internazionale. Invece, negli anni di Ronaldo, la Juventus è riuscita a collezionare tre cocenti eliminazioni con Ajax, Lione e Porto, riuscendo a fare anche peggio della squadra che, senza il portoghese, era arrivata due volte in finale. 

Un addio amaro

Sia chiaro, le colpe per questi risultati deludenti non furono soltanto di Ronaldo, anzi. Sarebbe maleducato, soprattutto al momento dei saluti, non rendere giustizia al calciatore, formidabile realizzatore e catalizzatore del gioco, oltre che terrore dei difensori avversari. Dal punto di vista tecnico la Juventus perderebbe in primis una montagna di gol, ma potrebbe guadagnarne da altri punti di vista: senza un centro di gravità come Ronaldo, ne gioverebbe il gioco corale, ammesso e non concesso che un nuovo bomber andrà comunque acquistato, nonostante la presenza di due ''titolari'' come Dybala e Morata. Infine c'è anche il carattere e lo spogliatoio dove una personalità ingombrante come quella di Ronaldo potrebbe avere influito a non far scattare mai quella scintilla in grado di far compiere il salto di qualità al singolo e al gruppo, quella sintonia necessaria per compiere le grandi imprese.  

Anche se tutti, tifosi bianconeri in primis, si aspettavano tempistiche e modalità diverse per un congedo così illustre, la Juventus avrà senza dubbio un piano B già pronto per rimpiazzare il numero 7 entro il 31 agosto. Tre anni di successi in cui è mancata soltanto la ciliegina sulla torta, che potrebbero chiudersi in maniera repentina, in una notte di fine estate: un finale amaro che rovina, anche soltanto in parte, una storia d'amore calcistica, lasciando agli appassionati del bel calcio, la delusione per non poter più ammirare nel nostro campionato uno dei migliori interpreti che questo gioco abbia mai visto.

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