rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
Calcio

Il Saarbrücken ed i...suoi fratelli: quando i dilettanti fanno piangere i “pro”

Quello della formazione tedesca è solo l'ultimo esempio di come, nelle coppe nazionali, tante sfide di stampo "Davide contro Golia" possano riservare sorprese e clamorose eliminazioni, nel passato così come nelle edizioni recenti

Li chiamano “Underdog”, termine divenuto di uso comune per descrivere lo sfavorito che sovverte il pronostico e vince, con buone pace di chi aveva previsto ben altro genere di epilogo. E’ a loro che va la simpatia, se non addirittura il tifo, di tanti sportivi che prendono le parti di chi l’opinione comune identifica come vittima sacrificale. Però, in questo Davide contro Golia di stampo calcistico, può anche succedere che l’happy-end prenda forma per chi era invece destinato a raccogliere solo applausi e pacche sulle spalle, non certo la qualificazione. D’altronde, questa è la Coppa, baby: non tanto in Italia, quanto in altre nazioni dove il tabellone possiede la facoltà di presentare incroci tra due formazioni divise – sulla carta – da un vero abisso per qualità, monte ingaggi, palmares, organizzazione societaria e così via. In Inghilterra l'FA Cup prevede per esempio la partecipazione di tutte le formazioni dalla Premier League in giù fino alle leghe semiprofessionistiche locali (nel 2008/09 si toccò il picco con 762 formazioni al via ed il turno pre-eliminatorio giocato in agosto). In Francia la competizione è aperta a tutte le squadre calcistiche (“pro” ed amatoriali) affiliate alla federazione, mentre in Germania a parte i 40 posti riservati ai team dei primi due campionati ed alle prime quattro della terza serie, ci si può qualificare al tabellone principale anche salendo dai tornei “regionali”.

Germania

La favola del Saarbrücken capace di eliminare dalla DFB Pokal – la coppa di Germania – i pluridecorati campioni del Bayern Monaco, sembra quasi suggerire come in Bundesliga ci sia spazio per una sorta di…ciclicità nelle sorprese. I nerazzurri erano stati infatti capaci di raggiungere la semifinale nella medesima competizione anche nella stagione 2019/2020, divenendo il primo club di quarta divisione a tagliare questo traguardo. Raggiunto stendendo due formazioni cadette (Jahn Regensburg e Karlsruher), il Colonia militante nella massima serie ma soprattutto il Fortuna Dusseldorf, costretto ad alzare bandiera bianca dopo che il portiere della formazione di mister Lottner, Daniel Batz, riuscì a disinnescare ben cinque penalty tra tempi regolamentari e lotteria dei rigori. E chissà in questa edizione 2023/2024 la scalata non prosegua, anche in considerazione del fatto che agli ottavi di finale sono arrivate appena sei squadre di Bundesliga, a cui si aggiungono otto rappresentanti della serie cadetta, ed oltre al Saarbrücken di terza divisione c’è anche l’Homburg che milita nell’equivalente della nostra Serie D.

L’effetto deja-vu si avverte anche pensando alle imprese del Rot-Weiss Essen, che già nel ‘94 fece penare il Werder Brema di Mario Basler a Berlino, nella finale di Coppa di Germania persa per 3-1. A distanza di quasi trent’anni, sempre partendo dalla terza serie e grazie al successo della coppa regionale della Renania meridionale, i biancorossi riuscirono ad issarsi fino a quarti di finale, estromettendo dal tabellone l’Arminia Bielefeld, nuovamente il Fortuna Dusseldorf (si era in fondo appena parlato di deja-vu) ma soprattutto ai supplementari il Bayer Leverkusen, prima di arrendersi ai quarti all’Holstein Kiel di Serie B.

Inghilterra

L’Inghilterra, in questo senso, può essere considerata a tutti gli effetti la patria di quella classe operaia calcistica che va in Paradiso. Lo può fare al termine di un campionato come accaduto in occasione del titolo festeggiato dal Leicester nel 2016, o a Wembley nella FA Cup alzata dalla “Crazy Gang” del Wimbledon nel 1988 contro il Liverpool. Oppure si può essere semplicemente “heroes just for one day” (citando il Duca Bianco David Bowie), proprio nella Coppa d’Inghilterra: come l’Oxford United militante nell’equivalente della nostra Serie D, che a febbraio del ‘64 eliminò il Blackburn Rovers secondo in Premier, o i dilettanti dell’Hereford che otto anni dopo fecero piangere il Newcastle che chiuse la stagione nella massima serie all’11° posto.

In tempi più recenti restò nella storia va ricordato il Wrexham che nel 1992 buttò fuori dalla competizione l'Arsenal (campione in carica della Premier), così come fece clamore nel 2017 l’uscita di scena del Burnley di Premier per mano del Lincoln City, team di dilettanti della quinta serie. Storie di ordinaria magia, in fondo, se si pensa che il calcio britannico ha pur sempre visto una squadra faticare a centrare la promozione dalla B e nel giro di 36 mesi vincere sette trofei, tra cui uno scudetto e due Coppe dei Campioni consecutive (citofonare Nottingham Forest 1977-1980 per informazioni).

Francia

E’ soprattutto negli ultimi anni che la coppa transalpina ha saputo regalare delle liete novelle, con i quarti di nobiltà calcistica che hanno dovuto fare i conti con l’entusiasmo e la solidità della cenerentole della competizione. A fare da apripista fu il Calais, all’inizio del nuovo millennio, che nella Coupe de France 1999-2000 con una squadra fatta da dilettanti – disposti sul rettangolo di gioco per mero hobby post-lavorativo – fece piazza pulita eliminando Lilla, Cannes, Strasburgo ed in semifinale i campioni di Francia in carica del Bordeaux, prima di arrendersi in finale al Nantes dopo essere peraltro andato al riposo in vantaggio. Finale solo accarezzata dal Rumilly-Vallières, club di quarta divisione, che nell’edizione 2020-2021 crollò contro il Monaco in semifinale dopo aver steso il Tolosa nei quarti. Medesima impresa compiuta dal Versailles nella stagione successiva, che si fermò ad un passo dal match per il titolo di Saint-Denis, beffato dal Cannes nella gara secca. Ennesimo esempio di come la palla sia effettivamente tonda, e non sempre rotoli convintamente dalla parte dei più forti.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Saarbrücken ed i...suoi fratelli: quando i dilettanti fanno piangere i “pro”

Today è in caricamento