Sabato, 13 Luglio 2024
Il focus

Mondiali 2022, perché la Serbia può stupire

Talento e organizzazione, Stojkovic ha plasmato una squadra vera capace di creare grattacapi a qualunque avversario

Umiltà, sì, ma anche tanta ambizione. Con questo spirito è pronta a vivere i Mondiali 2022 la Serbia, il cui cammino in Qatar inizierà giovedì 24 novembre con la complicata sfida con il Brasile di Tite. Gli uomini di Stojkovic, che hanno staccato il pass per il torneo chiudendo al primo posto il girone di qualificazione davanti al Portogallo di Cristiano Ronaldo con 20 punti (e nessuna sconfitta) in otto gare, si presenteranno infatti all'appuntamento con il ruolo di outsider, magari senza velleità di conquistare il titolo (francamente fuori portata), ma con tutte le carte in regola per recitare il ruolo di guastafeste e portarsi il più avanti possibile nel tabellone.

Tabellone Mondiali 2022 Qatar: calendario, data e orario tv (diretta Rai) di tutte le partite

Il senso del gol di Vlahovic e Mitrovic, la fantasia di Tadic, la classe di Milinkovic-Savic: tutti 

D'altra parte basta dare un'occhiata all'organico a disposizione del commissario tecnico per rendersi subito conto che questa Serbia, di valori, ne ha eccome. A partire dalla coppia d'attacco, formata da due giocatori che la porta la vedono come pochi: Dusan Vlahovic, ormai pienamente recuperato dopo gli acciacchi accusati nelle settimane prima del Mondiale, ed Aleksandar Mitrovic. Il primo lo conosciamo bene per averlo visto prima con la maglia della Fiorentina e adesso con quella della Juventus, il secondo, invece, è ormai protagonista da anni in Inghilterra con i colori del Fulham, squadra con la quale, in questo segmento iniziale di Premier League, ha già realizzato nove reti. Ad assisterli, poi, il talento di Dusan Tadic, colonna dell'Ajax e giocatore che fa della fantasia e dell'imprevedibilità le sue armi migliori.

Mondiali 2022, la probabile formazione della Serbia

Ma anche il centrocampo è di valore assoluto: in mezzo, infatti, c'è un certo Sergej Milinkovic-Savic, giocatore della Lazio ambito dai maggiori club europei. Insieme a lui i vari Lukic, Ilic, Lazovic e Gudelj, con le corsie esterne che possono contare sul prezioso apporto di Kostic e Zivkovic. In difesa, poi, il già esperto Milenkovic e Pavlovic, uno dei giovani più interessanti nel suo ruolo. Insomma, una squadra ricca di talento, soprattutto dalla cintola in su.

A tutto questo, infine, si aggiunge il lavoro di Stojkovic, che ha saputo fare di un insieme di buoni giocatori una Squadra con la "s" maiuscola: quadrata, organizzata, consapevole dei propri mezzi. Se così non fosse stato, sarebbe stato impossibile chiudere le qualificazioni davanti ad una corazzata come il Portogallo, conquistando il primo posto nel girone proprio vincendo in terra lusitana la sfida decisiva. Un cammino sorprendente, a cui la Serbia, ora, vuole dare seguito anche nel palcoscenico più prestigioso. A partire dalla delicata, e intrigante, gara con il Brasile.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mondiali 2022, perché la Serbia può stupire
Today è in caricamento