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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Calcio

Sergio Aguero, è ritiro? Quando, nel calcio, è il cuore a tradire

L'indiscrezione arriva da Radio Catalunya: l'aritmia riscontrata all'attaccante argentino potrebbe essere di natura maligna. Ma quello del "Kun" è solo l'ultimo caso, in ordine di tempo, di calciatori affetti da problemi cardiaci

Il Barcellona e tutti gli appassionati di calcio con il fiato sospeso per Sergio Aguero. “El Kun”, arrivato in blaugrana lo scorso maggio dopo dieci stagioni trascorse a Manchester – sponda City – era stato sostituito verso la fine del primo tempo del match tra il Barça e l’Alaves dello scorso 30 ottobre dopo aver accusato dolori al petto. Trasportato in Ospedale, ad Aguero era stata diagnosticata un’anomalia nella frequenza del ritmo cardiaco, e nella nota diffusa dalla società due giorni dopo, il club spagnolo aveva parlato di “un procedimento diagnostico e terapeutico a carico del Dottor Josep Brugada”, con l’indisponibilità dell’atleta per i prossimi tre mesi e la successiva valutazione sull’efficacia delle cure al fine di determinare il suo processo di recupero. Ma dalle frequenze di Radio Catalunya arrivano notizie poco rassicuranti: secondo le fonti dell’emittente iberica, tale aritmia sarebbe di natura “maligna”, al punto da obbligare l’attaccante argentino ad appendere le scarpette al chiodo. Nei primi giorni di novembre Aguero aveva rassicurato tutti i tifosi via social (“Sto bene e con molta voglia di affrontare il processo di recupero. Voglio ringraziare tutti per i tantissimi messaggi di sostegno e affetto che fanno sì che il mio cuore sia oggi più forte”), ma resta da capire se la problematica cardiaca riscontrata sia compatibile con la ripresa dell’attività agonistica.

Il caso di Aguero riporta alla mente i tanti episodi di giocatori che nel corso della loro carriera hanno avuto a che fare con problemi di cuore. Che in alcuni casi sono costati la vita agli atleti proprio nel corso di una partita, da Renato Curi nel lontano 1977 fino a Piermario Morosini nel 2012 durante Pescara-Livorno, passando per Marc Vivien Foé (deceduto in campo nel 2003 in un match di Confederations Cup tra Camerun e Colombia), nel 2004 il centrocampista del Benfica Miklos Feher e nel 2007 Antonio Puerta (che si arrese in ospedale tre giorni dopo aver accusato un malore durante Siviglia-Getafe). Senza dimenticare Davide Astori, rinvenuto senza vita nel marzo 2018 in un albergo di Udine che ospitava la Fiorentina prima della partita contro l'Udinese del 27º turno di Serie A.

Storie che a volte hanno avuto un lieto fine, come nel caso di Christian Eriksen ai recenti europei, o come Lionello Manfredonia che si accasciò in campo in un Bologna-Roma del dicembre ‘89 risvegliandosi dal coma 48 ore dopo, o Rubén de la Red Gutiérrez colto da sincope durante Real Madrid-Real Unión Club de Irún, match dei sedicesimi di finale dell’edizione 2008 della Copa del Rey. Fino a Fabrice Muamba, crollato a terra in un drammatico Tottenham-Bolton di Premier League del 2012, salvato da un medico degli “Spurs” presente sugli spalti e tornato a vivere dopo 78 minuti trascorsi in stato di morte apparente e diversi giorni di terapia intensiva in un nosocomio londinese.

Un happy-end che, però, si può rivelare incompatibile con il ritorno sul rettangolo di gioco, come peraltro accaduto con atleti fermati dai medici dopo accurati esami diagnostici, citando gli esempi in Italia di Andrea Orlandi ed Andrea Catellani dell’Entella, e della promessa della Milano nerazzurra Felice Natalino, costretto ad interrompere una brillante carriera ad appena 21 anni. Ma anche di Lilian Thuram, che nel giugno 2008, quando era in procinto di trasferirsi al Paris Saint Germain, durante le visite mediche scoprì di avere una malformazione cardiaca, probabilmente la stessa che fu fatale al fratello anni prima su un campo da basket. Per concludere con chi, operandosi, ha potuto proseguire l’attività professionistica: su tutti Nwankwo Kanu, stella nigeriana che l’Inter fece operare a proprie spese per la sostituzione di una valvola aortica e che successivamente si mise in luce in Premier League tra Arsenal, West Bromwich Albion e Portsmouth.

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